giovedì 30 luglio 2015
Dormendo scomodi su divani, schiacciando scarpe con la schiena. Linoleum.
Sogni vari che fanno alzare prima del tempo.
Simboli di tipo dieci anni fa, ricordando pantaloni larghi e cappellini.
Era una roba tipo di perdere aerei aspettando persone scendendo le scale.
" Hai preso tutto? "
" Ricontrolla dai "
Frammenti inesistenti.
Pezzi sparsi in intervalli di tempo che vanno malamente da A a B.
Fisso essendoci altri simboli fisici per ricordarsi di Luglio.
Universi che forse continuano a vivere, tralfamadorianamente parlando.
Ma sono cose ormai, francamente, senza alcuna importanza.
E' andata così.
Ripercorrendo zoppicando con la mente frasi e sms quando ancora si usavano.
O addirittura email.
Lentamente diventando obsoleto, come passare canzoni su Msn o addirittura video.
Non era certo semplice capire che si potevano più o meno linkare.
Ma forse non c'era ancora.
Non ricordando proprio.
Allora vedendo fisso volti nella luce del mattino.
Un trio che non c'è più.
La solita vecchia storia.
I 20 che non esistono.
Mi sa che è ora di crescere.
Pace.
Relazioni personali con personaggi di fantasia a 19$ con season pass.
Bisognerebbe abolire la discriminazione tra personaggi principali e secondari.
Nelle storie come nella vita.
Ognuno con i propri alti e bassi, certamente, ma con la stessa dignità.
Eppure ci sono esistenze capaci di colpire duro anche se vengono creati dai tasti di qualcuno.
Nessun volto alla fermata del treno.
O su un aereo.
Tra la folla.
Restano tremendamente dentro con le loro stanze fatte di oggetti personali.
Amici di pixel conosciuti tramite dollari virtuali pagati a piattaforme videoludiche.
Certe volte così intimi.
Spegnendo il pc.
Spegnendo il telefono.
Fisso andando a spasso.
Pace.
lunedì 27 luglio 2015
Avendo un nome che alla fine è un po' quello che si è
Come diceva un poser in un vecchio Cd ascoltato a manetta e francamente poco capito: " Mi costrinsero a vagare su questa terra da solo "
Certo erano tracce audio terribili, adatte ad un pubblico molto ampio di teenager affascinate da noiosi accenti milanesi e ragazzini che continuano a vestirsi fisso come nel 1999.
Alla fine però che male c'è?
Niente.
Solo che di contenuti agghiaccianti e robe francamente inascoltabili.
Tornando fisso alla vecchia domanda, un po' come quella vera del conte:
" Alla fine è così importante essere qualcuno? "
Stringendosi fisso le spalle da nullità quotidiane, con sicuramente poca gente sparsa dietro la dipartita dal pianeta.
E allora cosa siamo?
Rimanendo in fondo poca roba.
Forse solo segnali luminosi di casini vari, sparpagliati in un decennio o poco più.
Anche se comunque fa piacere un po' notare che si ricordino coordinate geografiche varie.
X che vieni da Y.
Yep.
Absolutely.
Alla fine si può tranquillamente dire che ci si può serenamente trasformare in numeri di serie da GPS di google map.
Not bad.
Meno male, così forse passano in secondo piano tutte le altre miserie varie, fatte di perenni tiri della monetina a caso.
Di sicuro va bene lo stesso.
Meglio di nulla.
Cercando molto più spesso giornate simili.
Zingarate mattutine che diventano notturne.
Un po' per uno.
Essendo nessuno.
lunedì 20 luglio 2015
Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana
Una roba come un bambino scimmia in penombra che tipo ventiquattro anni fa fermava gente random sul bagnasciuga per dirgli che era il suo compleanno.
Certe cose, evidentemente non cambiano.
Atteggiamenti splendidi dagli amici vicini e lontani, essendo sempre presenti nella mente.
Zampe di cane che camminano sul pavimento durante la notte.
Lì c'era la pace.
Vicino a Zion, ma di certo essendo passati per Babilonia.
Di certo, non importa granchè se molti progetti non vanno avanti.
Conta solo respirare tanto.
Un numerino tra tanti, come i giorni di rotazione terrestre.
Chi viene e chi va, non interessandosi tanto a dial-up di silenzi.
Non sono di certo cose importante, non ci si arrabbia più per questo.
Che importa?
Niente di che.
Allora altri 70 di questi giorni.
Qualcosa si sbloccherà..
Quello sicuro.
Pace.
Grazie a tutti.
venerdì 17 luglio 2015
Fisso impossibilitato a leggere commenti più lunghi di due righe.
Dai addosso a quello che non ci sta simpatico, però aspè se attacca i nostri nemici diventa nostro amico e che importa se prima gli odiavamo.
Pattumeria multimediale.
Strappando fisso qualche risata, ma quando arrivano i discorsi seri: modalità sottomarino.
Ansia periodica di sapere esattamente cosa pensa la gente.
" No grazie. "
" Not intrested "
" Sticazzi "
" Sei mejo te "
Parliando del tempo.
" C'è il sole, eh ma c'era più caldo di ieri "
Benissimo così.
martedì 14 luglio 2015
Sconclusionando frasi varie per ottenere più uno vari.
Un passo alla volta.
Come sempre.
Sbirciando di sbieco all'indietro e vedendo fisso solo numeri vari e date.
Pomeriggi di sole estivi, aspettando tipo che cambi il vento per avere il maestrale.
Rallentando a caso.
Non cerebralmente però.
Con film del 1992.
A posto.
Ottimo.
Buona vibra.
Bravi tutti.
Pace
domenica 12 luglio 2015
A tipo ottanta metri dalla pace
Giornate da bromboloni vari, che importa se si inciampa.
E' perfetto così.
Arrossandosi fisso la pelle, ma uscendo di casa e andando a piedi lì.
Anche solo per un tuffo as the old times.
Un po' le generazioni che passano, nipoti che nuotano quando tipo venticinque anni fa si andava lì per poi biliardino e gelato.
Come brilla il sole.
Fa stare bene.
Mattinate che non finiscono.
Aspettando che il sole vada a dormire.
Fisso però gente poco uscita che urla.
Disgusto randomico per umanità domenicale.
Pace
giovedì 9 luglio 2015
Abbattendo le servitù meccaniche tramite diagrammi di flusso.
Indirizzi sconosciuti con gps scarichi e fari spenti.
Ma si va.
Come al solito sulla strada, zero pit stop.
Qua si fa solo roba casareccia.
Il resto non importa granchè come sempre, se si hanno duecentomila porte aperte.
Costruendo chiglie di canoe lasciate andare lungo fiumi vari.
Non temendo mai le tempeste all'orizzonte.
Perchè non si è schiavi di fischi, sveglie e orologi.
In fondo è solo la vita.
Attraversandola un passo alla volta, anche quando ci sono cose varie in testa che perfettamente s'incastrano nel mosaico di un ragazzo non più giovane con la confusione mentale.
Che male c'è?
Nessuno.
Avendo solo le proprie mani per fare robe.
Non è il maestrale, anche se leggero, che fa cadere tutto.
Guardando dritto negli occhi.
Pace.
Giornate poco chiare sull'effettiva utilità dei commenti agli articoli di cronaca nei quotidiani.
Metodi ricaricabili naturali dovuti a riempirsi gli occhi di cose belle.
Ignorando sempre le parti pessime.
Tipo la cattiveria randomica della gente.
Eeh, ma poi sono gli altri che rubano.
No grazie.
Centomilavoltemeglio andarsene per i fatti propri.
A fare il bagno, a mollo la notte senza dire niente.
Concentrandosi su tramonti e improvvise maestralate dopo giornate roventi.
Meglio così.
Animale sociale, ok.
Ma l'orrore causato dai propri simili tende a far sviluppare sentimenti eremiti vari.
Vonneguttianamente parlando dovrebbe esserci compassione, tipo che sono solo esseri umani malfunzionanti che fanno scelte balorde etc.
Però boh.
Mattinate di perplessità random.
Pace.
lunedì 6 luglio 2015
Come un bambino di cinque o sei anni che deve andare a comprare da mangiare per il cane.
Fisso canzoni bellissime in testa.
Giorni strani, ottimali per arrivare a piedi fino a Zion, dopo aver sguazzato per anni di Babilonia.
Alla fine forse è meglio affacciarsi alla finestra e ammirare di sfuggita Jericho.
Che amarezza vedere le cose a cui si era abituati crollare così.
Un po' come il decadimento fisico.
Quasi come se fosse fisso una condanna ad anni di galera o robe del genere.
Attaccati, disperatamente, agli orizzonti familiari.
Bambini che giocano in un salotto strano, fanno gli aeroplani.
Paura varia di farsi male.
Andando via altri pezzetti.
Spargendoli fisso.
Camminando distrattamente lasciando cadere frammenti.
Essendo proprio una mattinata X per comprare giocattoli nel negozio sotto casa.
O ad un paio di strade di distanza.
Con tutta la tranquillità del mondo.
Essendo quell'attimo strutturato perfettamente così.
Cristallizandolo fisso in una goccia d'ambra.
E' così.
Che ridere poi, tornando per quelle vie nel futuro per lavoro bestemmiando a denti stretti.
Almeno con gli occhi filtrati dall'essere solo un bambino, le persone sembrano anche vagamente piacevoli.
Invece di scontrarsi quotidianamente con tubi digerenti.
Esseri umani malfunzionanti con caratteri difettosi per relazionarsi con il prossimo.
Incapacità fisico-mentale di capire da dove possa venire tutti questi errori di produzione in fabbrica.
Forse è veramente solo una questione di sostanze chimiche cattive in testa.
Oppure qualche bug di sistema genetico.
Certamente, forse tempo fa questo sembrava anche un pianeta interessante.
Perdendosi nella fantasia di una salotto con le poltrone di pelle e di un divano dove dormire sempre.
Pace allora.
Altre schegge che se ne vanno via, chissà dove.
Con quelle che si sono frammentate spaccando specchi in zone periferiche della città.
Dieci anni tipo.
Venti anni forse.
Venticinque più probabile.
Messaggi telepatici di sicuro librati nell'etere.
Lasciati andare via verso le dieci del mattino.
Quando si spegne la luce.
Nessuno in casa.
Tralfamadorianamente parlando.
Pace, ovunque tu sia.
[...] When the mist descends
And hope is gone
We'll freeze a dream
To last until another dawn
Cause when the mountains fall
And crumble into dust
Our bones may turn to stone
But hearts like ours don't rust.
Don't rust [...]
[...] Can't stop your light
From reaching my eyes.
Kingdoms can rise and fall
I won't lose the key
If you find the door [...]
Percependo fisso quarantaduegradi ed effluvi vari, ma con la testa rivolta alle stelle.
Non esattamente come un RM confidential parte tre, però quasi dai.
Km e zaini rotti che poveracci c'avevano tipo dieci anni di vita.
Ma non s'arrendevano proprio.
Quello mai eh.
Sempreavanti.
Camminando strascicando scarpe da skate poco usate sulla tavola, ma avvezze a calpestare l'asfalto sporco a 42 gradi.
Trenta e passa ore con poco sonno e troppa caffeina.
Con fisso mazzi di cose da dire, ma i concerti iniziano e il tempo scarseggia sempre.
Riempiendosi occhi di posti familiari in dieci anni di vagabondaggio vario oltre il mare.
Confine fisico puramente soggettivo.
Perchè tanto alla fine si sta tipo negli anni duemila.
Anche se certo vestiario è fermo tipo al millenovecentonovantanove.
Ma che importa?
Niente.
Suole consumate e un po' come fisici non più in perfetta forma.
Ma è solo la vita, dai.
Allora let's ride.
Tanto alla fine essendo solo di passaggio, quindi ok.
Va bene e fa stare bene.
Il resto non ha particolarmente importanza.
Non volendo certe robe sulla lapide.
Anzi, neanche la lapide.
Sparso qua e là.
Ricordando cose importanti.
Sorrisi.
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