giovedì 31 maggio 2018

Avendo del tutto dimenticato il caricabatteria nell'altro zaino, tocca iniziare a spegnersi.


Tipo come diceva quella vecchia canzone di Big Nas.
Seduto su una panchina del parco.
Viale dei ricordi eccetera eccetera.
Volendosi solo sedere.
Con nuvole varie.
Fisicamente impossibilitato a fare di più.
L'energia è questa.
Niente di più.
Non si può assolutamente.
Eppure i tentativi ci sono.
Quando la si finisce ad andare avanti a caffeina e a sbagliare clamorosamente quello che si scrive.
Eppure si è bravi a battere sui tasti.
Oggi no.

Difficoltà varie di respirazione.

mercoledì 30 maggio 2018

Assaporando, di sfuggita, esistenze di altri per provare che la Realtà è davvero quella che sembra.


Probabilmente era solo un istante di tempo strutturato in quella maniera.
Il frutto di interazioni casuali.
Ovviamente da spettatore.
Strascicando i piedi.
Quello sempre.
Impossibilitato fisicamente a sentire qualsiasi rumore esterno.
Avendo un supporto digitale che spara musica nel condotto uditivo.
Eppure era di certo una scena che è rimasta pesantemente nella memoria.
Come istantanee casuali di un tardo pomeriggio quasi estivo.
Una cartolina vera e propria.
Persone che danno da mangiare a gatti randagi.
Tutte le panchine occupate.
Bambino e bambina che giocano con una palla, si inseguono.
Lei è bionda, lui scuro.
Un cane che corre.
Una ragazza che legge un libro.
Due anziani che discutono.
Una coppietta stretta stretta.
Fiori viola sugli alberi.

Tutto così semplicemente perfetto.

Nel mezzo un individuo non più giovane, con un passo claudicante, che ammira il quadro quasi senza farne assolutamente parte.
Ma è tutto vivo.
Almeno nella memoria.
Domani non esisterà più.
Almeno in parte.
Al massimo scritto in queste righe che prima o poi andranno sicuramente perse, perchè ci si ostina a non volere tenere un archivio.
Visto la mancanza formale di tempo.

Rimarranno soltanto pezzi sparsi di ricordi.
Eliminati tramite le tasche bucate dei pantaloni troppo larghi per essere attualmente commercializzabili con profitto.
Però va bene così.

Per qualche secondo c'era la perfezione.
O Paradiso, come lo vuoi chiamare.
A 200 metri da casa.

Sbirciando di nascosto le vite altrui.
Dimenticandole causa stanchezze e miserie varie.
Ma se non si esce di casa a piedi, non si possono vivere.

Sentimenti positivi dello stare in vita.

Che tempi
Che tempi

Pace.

martedì 29 maggio 2018

Intervallo Non pubblicitario di un essere umano non perfettamente funzionante con messaggio vari da comunicare.


Cercando sempre di conquistare minuscoli spazi di libertà.
Tipo dieci o quindici minuti alla volta.
Su giornate che non hanno intenzione di finire.
Anzi settimane.
Però va bene lo stesso.
Imparando, lentamente.
Poco importa dei pezzi di carta dal valore nominale.
Ammassando esperienze come tesori.

Automiglioramento continuo.

Un passo alla volta.
Sempre.

Pace

domenica 27 maggio 2018

Cuore di cane parte due


A distanza di tre anni e qualche mese circa.
Si riprende per mano una roba scritta proprio all'epoca.
Situazione pressochè analoga.
I trentottomila anni sono ancora lì.
La purezza rimane intatta.
Come neve a 8.000 metri.
Acqua cristalline.
E' quello il cuore.
Non esistendo certo nulla di più totalizzante.
Amore incondizionato.
Nel senso reale della parola.
A prescindere.
Sempre.
Quello che possono dare in una frazione di vita è indescrivibile.
Tutte le altre cose vengono meno e non hanno grande importanza.
Quando si è realmente il centro dell'universo per una creatura che trasuda solo amore.
E allora lascia andare.
Per altri quarantamila anni.
La solita vecchia favola.

Due gambe
Quattro zampe.

Buonanotte allora, buonanotte.

:')

http://cantwinagainstmyselfthugvsthug.blogspot.it/2015/02/sit-tibi-terra-levis.html

sabato 26 maggio 2018

Facendo più fatica del previsto a seguire i propri pensieri soprattutto quando si è in piedi da una ventina di ore circa, figurarsi a battere sui tasti.


Cercando, spesso, il parziale funzionamento delle cose viste di sfuggita, ma nascoste nella testa.
Fisso solo una questione di pure e semplici sensazioni varie.

Fuori contesto a vita.

" Ciao. Sono X Fuoriluogo, molto piacere "

Anche per la propria armatura varia, fatta di vestiario, si è nettamente fuori contesto.
Non potendo essere ibernato in una determinata frazione di tempo.
Sfigato quello si, probabilmente.
Neanche rifiutato direttamente da determinati gruppi sociali o.
Semplicemente non facendone parte.
Tipo che si preferiva spendere i propri giorni a fantasticare su varie avventure grafiche scritte da altri e coltivando, velatamente, la speranza di poter dare vita a delle parole, frasi, discorsi etc.
Tipo però, ora come ora, avendo la sensazione di essersi sempre perso qualcosa.

Arrivando in ritardo alla festa e applaudendo in controtempo.
Eppure ci si è provato.
Eh si.
Pazienza
Mettendosi nelle orecchie il bu-ba-bu-bu-ba vario delle basi di canzoni che lasciano messaggi che sono incisi grossolanamente nell'asfalto.
Perchè alla fine si calca solo quello, soprattutto, quando si hanno le scarpe sfondate e con la suola consumata.
Camminando ciondolando per le vie della città.
Quando è buio, quello sempre.
Girando a caso.
E pazienza se alla fine non si è vissuto come hai sentito in racconti di altri.
Facendo un percorso, anche in ritardo.
Non importa.

Conta solo il volersi bene alla fine.
Nel senso totale della parola.

Salutando per strada.



mercoledì 23 maggio 2018

Andando avanti, un pixel alla volta, per cercare, disperatamente, sensazioni ormai del tutto svanite.


Ormai è diventata più di una fissazione.
Pensare sempre in Pixel, in 8 Bit o magari, qualche volta, in 16, 32 etc.
Freudianamente parlando si potrebbe semplicemente ridurre al fatto di avere la volontà di tornare, anche tecnologicamente, ma più che altro umanamente, a quei periodi in cui si era un marmocchio spensierato, dove i videogiochi rappresentavano, se non il tutto, quasi.
Palo.
Insomma, un rifugio perenne della mente, scappando dalla realtà che ci circonda.
Quello si.
E lo sarà sempre.
Però, ci sono proprio dei frammenti legati a dei pomeriggi interminiabili, perchè fuori pioveva e avevi già fatto i compiti.
Allora non c'era niente da pensare.
Con gli occhi che facevano più o meno male, perchè in fondo, essendo sempre il più piccolo, si era sempre un accanito spettatore.
Dall'età tipo di tre anni.
E invece ne son passati di inverni.
Quelli si.
Lasciando rottami più che altro.
Drogarsi soltanto di sensazioni d'infanzia, quella si che sarebbe una sostanza stupefacente notevole.
Scappando in punta di piedi da migliaia di miserie.
Perchè in fondo, ma non del tutto, si tende, più o meno, a fare un po' schifo.
Quindi, forse, era meglio stare in un lasso di tempo dove non si poteva assolutamente capire le differenze varie o sfumature.
C'era il boss da sconfiggere.
Nessun tipo di sfumatura di grigio varia.
O di altre amenità più che altro.
Perchè si avrebbe, di certo, la speranza di poter creare qualcosa.
Ma non le capacità.
Quando si dice di avere il concetto, ma di sicuro non il mestiere.
E' così.
E' così.

Anni di atteggiamenti nei confronti della vita, decisamente rivedibili.

Rovinandosi gli occhi a furia di guardare in un Crt.
E' pur sempre meglio che guardare fuori dalla finestra.
O allo specchio.

Pixel

Zippando messaggi telepatici da mandare, anche quando non si ha decisamente il tempo.


Si è sempre ammesso, con orgoglio, di preferire di gran lunga il proprio funzionamento a batterie solari.
Certo, sarebbe interessante capire, più o meno, di quanta carica residua si può disporre.
Prima di ricaricarsi o meno.
Magari buttato, tipo, in un armadio per decenni.
Di certo non sarebbe una grande perdita.

Pace

martedì 22 maggio 2018

Essendo ormai diventato, noiosamente e drammaticamente, un sostenitore del Lato Chiaro, eppure si è, in parte, un Mercenario.


Andando sempre piano.
Soprattutto ora che si è diventati un qualcosa di obsoleto, perso in pantaloni decisamente fuori contesto e in altre chincaglierie varie.
Certo, usate come una dichiarazione d'intenti.
Preferendo di gran lunga camminare a mo' di Lumaca, perchè così si può decisamente ammirare il panorama, anche se non si ha la minima idea dove si stia andando.
Di certo ora, più o meno, lì in fondo.
Come, non si vede?
Dai si.
Certo, non sarebbe male essere, tipo un Padawan, perchè comunque si sta tentando pesantemente di diventare insensibile ad incazzature varie.
Perchè alla fine son solo cazzate.
In confronto a cose orribili, viste solo di sfuggita.
Pensando comunque che ci siano dei rapporti interpersonali così.
Oh vabbè eh.
Robe che, veramente, non riguardano.
Meno male.
In fondo è abbastanza colpa della caffeina.
Non si ha più l'età per tipo tre caffè al giorno, non è una gara eh.
E' solo una consapevolezza.

Va bene così.

lunedì 21 maggio 2018

Toccherà scrivere più velocemente senza ricontrollare, solo per fare più in fretta. Assolvete gli errori di ortografia.


Premessa: ci sono cose da fare.
Perciò questo quotidiano pseudo sfogo, piuttosto intricato, di pensieri e altre robe, deve necessariamente avere un taglio ridotto.
Essendoci lezioni da preparare per 17 Studenti.
Non avendo neanche lontanamente la voglia di.
Perchè da domani inizia un bancomat folle, fatto di orari e di bestemmie dette a denti stretti.
Eppure è quello che si deve fare, quando soprattutto si dovrebbe.
E poco importano le miserie che, tuttosommato, non riguardano direttamente per niente.
Da un pezzo non si fa più a gara a chi ce l'ha più lungo, perchè è una roba che ti giuro, totalmente priva di qualsiasi senso.
Però da dietro la finestra si captano segnali radio che, per carità oh.
Si assorbono a mo' di spugna elettrostatica e tipo cadono le palle in terra.
A mo' di Eliot Rosewater davvero, nel senso di copertina di un libro.

Che schifo le persone.

sabato 19 maggio 2018

Certe cose non sono state scritte su libretti d'istruzione vari, perciò bisogna solo andare a caso e sperare che si facciano meno danni possibili.


Avendo il maledetto cervello che è peggio di un cesso a manovella.
Non apprezzando per niente l'ambientazione in cui si deve recitare la solita parte.
Eppure si aveva la speranza, seppur vaga, di finire dentro qualche ti po di avventura Cyberpunk da quattro soldi, oppure abbastanza cane da finire sul Bebop.
Anche se, sotto sotto, si aveva l'assoluta certezza di essere catapultato in qualche villaggio montano dove affrontare bande di mezz'orchi e via dicendo.
Invece si è soltanto il substrato inferiore di una società perfettamente rivedibile, ma non è tipo una cosa che ha nazionalità varie e via dicendo.
E' proprio il piano materiale che è altamente insoddisfacente.
Allora si rimpiange, pesantemente, il mancato utilizzo di qualsiasi tipo di sostanza per rendere più colorata certa realtà.
Oppure soltanto per eliminare il peso di responsabilità varie, del tutto autoimposte.
Allora perchè non annaffiarsi il cervello al termine di una giornata decisamente rivedibile.
Crediti da riscuotere.
Per potersi autodistrtuggere.

Necessità fisica di toccare il fondo.

Bah

Minuti sprecati nello scrivere cose che, ovviamente, non verranno mai fatte.


Idee malsane di scrittura folle.
Perchè comunque, collegandosi brevemente a quanto detto prima, c'è una carenza sostanziale di concentrazione varia.
Eppure quando si batte sui tasti la velocità aumenta, solo che, il problema, riguarda un po' tutto il resto.
Troppi imput.
Servirebbe stare tipo un paio di mesi senza alcun contatto.
Ma si è fisicamente impossibilitati causa essere organismi con necessità di comunicazione varia.
Allora torna di nuovo una pausa in quel maledetto libro.
Trentanove pagine.
Ne mancano ancora, a voglia.
Non si ha nemmeno la minima idea di come collegare tutto.
Magari fare una trilogia, chi lo sa.
Ma anche no dai.

Ossessionato dai titoli e dalle immagini invece che dai contenuti. Roba drammatica proprio.


Totale assenza di ordine nelle cose da fare.
Procedendo spesso in maniera totalmente casuale.
Scalette che saltano clamorosamente da quando si mette il piede in terra e si aprono parentesi che comunque non servono a granchè, ma si fanno comunque.
Un concetto semplice come ai vecchi tempi: metti il culo sulla sedia.
Pesce rosso parte 5465676 da tipo il 2011.
Mancanza materiale di concentrazione.

Sarà colpa dello stile di vita.
Cervello che funziona come luci a natale.

Panico ragà.

mercoledì 16 maggio 2018

Cercando, disperatamente, di non essere mai circuitato in un certo modo.


In fondo è un po' come superare, in qualche modo, la notte.
Che sia dettata da qualsiasi cosa.
Perchè tanto non è molto importante come si svolgono determinate cose, una lotta quotidiana nel mandarle, spesso, via.
E pazienza se ritornano.
Scacciare via veleni e cattive medicine.
Di persone e cose.
Non certo così.
In qualasi modo così.

Mai come loro.

lunedì 14 maggio 2018

Canzonaccia sgangherata di un individuo lontanamente giovane con solo rame in tasca.


Tipo come una pausa di un po' di giorni.
Perchè non si aveva granchè tempo, nè idee.
Oppure quando c'era, essendo solo sfiniti.
Tante cose.
Amici lontani, ma sempre qua.
Un po' perchè non ce l'avevano spiegato che, infondo, essere un adulto è una roba un po' troppo complicata.
Almeno, in parte, orgoglioso di quello che si è.
Visto che si cerca di essere cristallino e leggero come pioggia.
In fondo è ok così.
Anche se nelle tasche ci sono solo monete di rame.
Poco utili per comprare un armatura o un maniero.
Ma forse bastano per un pasto caldo.

Ci si prova, niente di più.

Pace.