Com'era quella cosa che ti ho detto al mare?
Ah già, che c'è un motivo per cui piacciono le foto un po' tutte abbastanza simili.
Soprattutto quelle che riguardano un essere umano malfunzionante, dalle giunture rovinate, per nulla fotogenico a cui piace essere messo leggermente sullo sfondo.
In effetti è vero.
Però c'è sempre la scena 1 con soggetto X che è di spalle al mare.
Un po' questa supercazzola per confermarti che ci sono necessità fisiche.
Come quella di buttarsi in acqua alle 20:45 di Giugno, di Luglio, di Agosto, di Settembre.
Perché è un po' vero che l'estate è fantastica dai 3 ai 20 anni, poi diventa una serie di colpi di calore intervallate da ore lavorative di rotture di coglioni.
E di meno tolleranza anche.
Però c'é sempre la solita capacità di rubare spazi di libertà quotidiani ed avere la fortuna di arrivare in 15 minuti su un motorino scassato.
Necessità fisiche di vivere con il vento addosso.
E va bene pure la salsedine.
Alla fine allora perché tutte le foto uguali?
Perché entrando sempre in quel luogo dove si può avere 3 / 10 / 18 / 25 / 31 / 39 anni contemporaneamente.
Una sorta di stendardo del non cambiare mai, perché in effetti va veramente bene così.
Vivendo un passo alla volta, di cose semplici.
Quindi sticazzi di 40.000 euro e passa.
Alla fine non avendo bisogno proprio di nulla.
Se non di essere con i piedi a mollo e presi per mano.
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

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