sabato 28 marzo 2015

Spettatore non pagante delle solite finestre



Un po' come il bicchiere della staffa.
Per non far finire la serata.
Poi gli amici se ne vanno.
Ci ribecchiamo?
Si chiaro, certo, magari anche domani.
Vediamo vediamo

Va così.
Pazienza.
La musica è finita.

Stanze vuote.
Cose così

venerdì 27 marzo 2015

Polarizzando primavere per merito di sceneggiature.


Proprio non capendo niente di X Y e Z
Formule a caso, essendo fermo alle disequazioni.
Dai forse arrivando a stenti ai limiti.
Sapendo che è tutta una combinazione varia di numeri.
Preferendo pensare alle teorie varie randomiche.
Caos.
Battito d'ali di farfalle a 10 fusi orari di distanza.
Aprendo fisso possibilità in universi vari.
Impossibili da contare, anche perchè ananumerico.
Giorni spenti di rotazioni terrestri come generatori casuali di realtà.
Aprendo finestre.
Bilanciare le forze in equilibrio nella galassia tramite scelte quotidiane.
Rispondere al telefono.
Visualizzato a...
Ogni azione modifica l'universo dello zero virgola.
Trasformandosi fisso in un altro cosmo.
Difficile da vedere.
Dèjà vu di rewind mentali.
Nei sogni si.
Ma anche camminando.

Semplicità di storie quotidiane.
Sbirciando nelle camere delle persone.
Cose così.
Ogni tanto roba da portatori di equilibrio.

Cercando il libretto d'istruzioni.

Pace

lunedì 23 marzo 2015

Pianificazione strutturale di minuti sparsi nelle tasche dei pantaloni larghi.


Un po' facendo quello che si deve.
Quando si deve.
Come correre avanti e indietro.
Importa poco il come, tanto è lì.
Più che girare in tondo, è come fare le ripetute in linea retta.
Avanti e indietro.
Fast forward.
Anche se più innamorato del tasto rewind.
Ma beh sticazzi.
Tanto è così.
Non essendo i ghepardi d'una volta.
Ma tanto è solo questione di volontà.
Chissà dove la si finisce, senza una lira ovviamente.
Cose più o meno già viste.
Ma senza problemi.
Un po' come cercare una canzone di cui si ricordano frammenti di titolo, ma proprio non si trova.
Forse che è tipo solo capire esattamente quali siano i propri spazi.
E quello che si vuole.
Andare si, ma dove?
Mo la grana ce l'hai, niente scuse.
Zero idee.
Questione di appropriarsi di decisioni studiate a tavolino.
Tocca sistemare la scrivania però.

Pace.

giovedì 19 marzo 2015

Bruciando hardware a colpi di stagioni.


96% di batteria residua.
Suggerendo fisso di sostituirla, ma è un viaggio intrapreso assieme.
Non si cambia.
Ci sono cinquemila ore di battute sopra i tasti.
Hardware che non vuole mollare proprio.
Un po' come esseri umani non più giovani con mazzi di difetti di programmazione e di fabbrica.
Eppure eccoci qua, eccoci qua, eccoci qua.
Ammaccati, sempre.
Eppure funzionanti.
Un po' come trent'anni da ragazzo delle consegne,
Non è cambiato molto.
Meglio essere ibernato per 1.000 anni.
Magari ragazzo delle consegne dello spazio, suonerebbe meglio.
Senza altre stupidaggini però.
" Faccio X "
" Guadagno Y "
" Vedo Z "

Vivendo, più o meno.
Giorni di sole.
Senza ansie.

Serenità

lunedì 16 marzo 2015

Mancanza dei 35 contatti di Msn, di cui 5 online e 2 away. Social Prison. Amarezza.


L'imbecillità altrui nella quotidianità.
Decisamente un crimine contro l'umanità la sparizione di Msn.
Fisso leggendo i messaggi personali nel sottonick e se eri stupido zack.
Bloccato.
Ora invece, la stupidità pubblica.
Status mentali da idiozie cosmiche.
Avere 35 contatti su msn ed essere felici.
Skype iz useless.
Maledetta Microsoft.
Nessuno risponde mai.
Rivolendo Web Messenger.
Ultimo uomo sulla terra ad usarlo.
Social trappola state of mind.
Mancanza di messaggi istantanei veloci se lo si cestina,
Quasi come cercare di fermare un iceberg.
Cambiamento inevitabile.
Ma perchè fisso rendendosi così ridicoli?

Idee agghiaccianti.
Caps lock.
Odio.
Solo odio.

Cercando solo le vibrazioni positive.
Però seriously:

a che diavolo serve la gente ( parte due ) ?

I trilli e le luci colorate.

Quant'era bello,

Hai msn?


venerdì 13 marzo 2015

Ansia generica provocata dalla banale spocchia di concittadini coetanei.


Veramente
Con la testa al 2002
Anzi famo 2004
Ansiando random.
Gente che non ha ancora terminato lo status di ribellione tardo adolescenziale.
Verità in tasca.
Massime da docufilm dell'istituto Luce.
Vino rancido, scarsa igiene e solita noia tipo elezioni del rappresentante d'istituto.
Solo che c'avete trentanni.
E parlate come dei quindicenni.
I comunicati.
Le proteste.
Gli stessi slogan.
Branco di macachi urlanti senza senso.
Veramente complicato nel notare la differenza tra uno e l'altro.
Ah pardon, voi " avete ragione ".
In before " venduto, cattivo, qua qua qua qua qua qua skweeeek "

Porcaputtana che ansia.
Tanto, non prendiamoci in giro, alla fine è ottenere solo la visibilità.
Mica per compiere la via humanitas o salvare la specie.
Ma anche per intrufolarsi nell'aerato cratere di qualche attivista al sapore di Dreher.
Per carità, siamo in democrazia, quindi probabilmente e viceversa: per ricevere il virgulto sporco alla fragranza di limoncello sotto i 45° ad Agosto.

A sa fini puzzate di vecchio, non parlando solo dei capelli e dell'inguine o del tascapane pieno di briciole di tabacco e peli pubici, ma proprio i contenuti.

Facendo entrambi schifo.
Ridicolmente essendo gli eterni regazzini.
Coi soldi degli altri.
Potendo tollerarlo nei primi anni duemila.
Ma ora ansia vera.
Semplicemente tremendi.

Vera logica di gruppo totalitaria.
Apertura mentale come il buco del culo di un topo.
Non c'avete neanche l'intelligenza di non prendervi sul serio.
Neo crociati pronti a tutto.
Quando si perde però è sempre colpa dell'altro.

Non che siete agghiaccianti.

Almeno non c'ho le risposte ad ogni problema.
Cercando solo di avanzare serenamente in queste roba della vita.
Sbagliando ad incazzarsi, alla fine tipo siete solo esseri umani.
Che fanno scelte balorde, in maniera balorda.
Come tutti.
Ma sai com'è.

E' la spocchia che proprio non sopporto.
Sentire per quindici anni lo stesso disco rotto.
Mi fa rabbrividire.
Beati voi che non vi stancate.
Ma avendo dei simulacri come paraocchi e l'attitudine alla violenza ( generica, non solo fisica ) è difficile vedere oltre.

Ma la gente quando cazzo cresce?

Figli del benessere, altrochè.

Mi fate fottutamente paura.

" Il vero terrore è svegliarti una mattina e scoprire che i tuoi compagni di scuola sono alla guida del paese. "

Parola





martedì 10 marzo 2015

A nascondino tra tavoli e muri di finto cartongesso.



Un po' come un portatile che cade di notte e più o meno finisce di scassarsi.
Pezzo di ferraglia ostinato e malfunzionate.
Da ammirare.
Sempre avanti, sempre lottare.
Con batteria che ormai fisso saluta e un monitor piegato, dal tempo e dagli urti.
Non molla proprio.
A grande.
Allora diciamo che auguriamo un po' a tutti il bel tempo.
Alla fine tipo che siamo esseri viventi stanziali, purtroppo.
Era meglio vivere da nomadi, migrare fisso, senza mai guardarsi indietro.
E' questo che frega.
Niente da aspettare.
Si va e bolas.
Ci sono sicuramente cose più gravi nella vita, quindi alla fine sarebbe meglio concentrarsi sui momenti piacevoli, fisso ignorando quelli meh.
Facile no?
Pesce rosso parte....non ricordo proprio
Famo pesce rosso parte novantanove.
Codificando la roba che non si ricorda per trovare uno schema mentale, ovviamente.
Replicando parti di quello che si vede e traducendolo in una sorta di linguaggio artificiale.
Numeri e così via.

Tanto oh sticazzi proprio.

Non è mica una gara.

Pace

domenica 8 marzo 2015

Gareggiando fisso contro periodi di rotazione.


Troppe volte girando su se stessa.
Impossibilitato fisicamente di calcare il tasto rewind.
Inverni che non finiscono e la pressione di essere cool.
Ansiando con discorsi sul futuro, perchè la strada fatta indietro è un bel po'.
Paura quasi di mostrare la carta d'identità.
E devi partire.
Non sai se vuoi partire.
Cose così.
Si, ma poi?
Cose da fare per fisso per se stessi.
Navigando a vista.
Vecchi vizi, difficili da mandare via.

La musica è finta.
Gli amici se ne vanno.

Con il perenne affanno di dimostrare non si sa cosa e non si sa chi.
Non è una gara.


giovedì 5 marzo 2015

Inserendo floppy disk piratati nei lettori della memoria.


Quando robe di pixel ti sono più vicine di parole sentite a caso da gente X.
Ma anche da persone che un po' ti leggono nella testa.
Un po' come se scorressero i tasti su dialoghi a fumetti usciti dalla testa.
Alla fine si riduce un po' a tutto questo: raccontare delle storie.
La vecchia favola della creatività nel narrare robe di relazioni interpersonali.
Dove i protagonisti non debbano timbrare ogni giorno il cartellino e le cose vanno e vengono un po' così.
Anche se gente strana è pure qua a fianco, paradossalmente ci si potrebbe scrivere una sceneggiatura.
Magari di una cassetta Ocean.
Roba da C-64.
Tanto tempo fa.
Inventare storie, alla fine.
Plasmare semplicemente universi, descrivendo e dandogli vita.
Un passo alla volta.
Rimanendo estasiato davanti a produzione vere.
Fisso amareggiato però da chi li riduce a semplici robe per ragazzini.
Emozioni.
Anche questi sono capolavori.
Nel loro piccolo di cd masterizzati.
Ora non più.

Quella sensazione di avviare per la prima volta un gioco.
Un mondo da scoprire.
Realtà virtuale.
Di seconda mano, magari.
Autocitazioni varie.

Pace và

Lucasart

mercoledì 4 marzo 2015

Eliminando neurotossine a colpi di raggi gamma.


Perchè urlare?
In discorsi random.
Meglio stare al sole.
Senza dire una parola.
Magari giocando a zacch'e' poni.
O a Super Mario.

Serenità.

Solo gente che sorride tra noi, d'ora in poi parte due.

Non serve altro.

Ridiamo.
Pace

martedì 3 marzo 2015

Costruendo soffitte naturali come rifugi da opinionisti 2.0


Alla fine ce ne vuole di occhio clinico nel riconoscere veramente a chi manca qualche carta dal mazzo.
Qualche Venerdì.
Pipistrelli nel campanile.
Roba da leprotti bisestili.
Opinioni totalitarie di gente che sta proprio male, zero contatto con la realtà proprio.
O semplicemente persone fottute in testa.
Troppo sangiovese ai 25' Aprile.
Troppa peroni a V-Day vari.
Così va la vita.
Però, che amarezza nel vedere gli " insospettabili ".
Quelli regolari, diventare rapidamente Paladini di pensiero o Mujhaeddin di discussioni
Terrorizzandomi nel fatto di appartenere alla stessa specie.
E vivere nella stessa società.
Alcuni pure a scuola insieme.
Congratulazioni, hai " vinto " una discussione su internet.
Online duri e puri, incoerenti nel resto.
Ma cazzo, alcuni son pure riusciti a prendersi una laurea.
Invece niente.
Proprio nulla da fare.
Incapacità totale di spaziare diversi orizzonti e mettersi in discussione.


Non facendocela proprio.
Uscita di sicurezza dalle persone.
Rifugiarsi da qualche parte.


Per favore, non fatemi discorsi seri.
Non voglio le vostre opinioni.

Piuttosto vi chiedo " Come stai? "

Soltanto gente che sorride tra noi, d'ora in poi.

Parola.

Aridateme Icq,

domenica 1 marzo 2015

Ordinando stanze per sistemare esistenze


Parola vera.
Un po' come viaggiare, ma rimanendo fermi.
Forte Gringo tutta la vita.
" Tu che fai? "

Cerco di stare tranquillo.
'Sti tempi, n'è una cosa mica da ridere.

Mettendo sempre ordine al caos di fili volanti e monitor Crt.
Secondo un diagramma artificiale delle cose.
Alla fine il tutto è pur sempre regolato da schemi.
Traducendoli semplicemente in linguaggi diversi, soprattutto se hai 29 anni e non sai cosa fare.

Ma di certo, va bene così.
Cappuccio in testa, mani in tasca e inchiostro.

Un passo alla volta.

Pace