Realtà di Seconda Mano
venerdì 18 settembre 2026
Avendo soltanto odori stantii nelle narici, roba di armadi vecchi, smontati e venduti a prezzo inferiore delle quotazioni di mercato.
Com'era quella cosa che ti ho detto?
O almeno, ero convinto di averlo fatto.
Avendo la confusione mentale.
Con il cervello talmente in panne che non si riesce nemmeno a tenere alta la concentrazione per intervalli di tempo regolari.
Figuriamoci per anni interi.
Comunque, non avendo detto di certo una roba.
Ma averla promessa addirittura in un sogno.
Di essere pronto ad ogni evenienza.
Com'era?
Rispondere presente.
Per iniezioni intramuscolo, dato che, non avendo di certo, la capacità di riuscire a farne una in vena.
Che assurdità.
Sai che è?
È Settembre che frega.
Perché da bambino portava sempre la presa a male di dover tornare a scuola, di non aver fatto, ovviamente, i compiti per le vacanze.
Ed era quel limbo dal 1° fino al 20°.
Di aspettare solo l'inevitabile.
Con l'impossibilità di muoversi.
Un po' come ora vero?
Aspettare.
Senza agire.
Mi mancano le nostre chiaccherate.
lunedì 14 settembre 2026
Zero efficacia combattiva in giornate di Settembre che, di botto, sono diventate di Gennaio.
Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Di pomeriggi sonnolenti buttati su un divano.
Nonostante le diecimila cose da fare.
Mancanze varie di energie.
E sai perché?
È tornata quella voce che chiede semplicemente " Che senso ha? Se tanto le cose andranno male? "
Un blocco pure di costruzione.
O forse è solo roba da burnout di fatica.
Più che da universi pessimisti.
Vogliamoci bene.
lunedì 7 settembre 2026
Eziologie sconclusionate su sindromi post traumatiche da stress malamente autodiagnosticate.

Com'era quella cosa che mi hai detto?
Probabilmente al mare.
Come sempre.
Dato che i discorsi seri si fanno con i piedi a mollo.
Ah sì.
Era un qualcosa sul perché di decenni di tentativi di autosabotaggio.
Com'è che quando le cose vanno un minimo bene devi sempre pensare che qualcuno possa semplicemente dire " Ci siamo sbagliati, era tutto un errore. "
Perché probabilmente deriva da lunghe storie familiari e societarie di instabilità cronica.
Una sindrome post traumatica da stress semplicemente esistenziale.
D'altronde se passi tutta la vita buttato a cazzo è impossibile cambiare mentalità nel giro di qualche anno, o no?
Nì.
In fondo è sempre legato ad avere aspettative sottozero e lo sai perché?
Perché se le cose vanno a merda, il danno è minimo.
E via così per una marea di periodi.
Avendo la certezza di aver avuto fondamentalmente culo e che tutto il resto non sia meritato neanche di striscio.
Hanno fatto le domande giuste.
Mi è andata di fortuna.
È stato un caso.
D'altronde mettere le mani avanti è una forma di autoconservazione, non avendo di certo più energie varie per sbattere nuovamente la faccia sul cemento.
Quindi escono dei futuri X strampalati, che proprio non vanno visti.
Di conseguenze disastrose in robe che potrebbero succedere.
Ed è un tutto che ritorna.
Una roba ciclica come le ere dell'universo.
Che roba.
Senza avere la possibilità di andare zoppicando verso Alpha Centauri.
Pure se arrivandoci poi, sarebbe tutto culo.
Scrollate di spalle cosmiche.
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo.
Probabilmente al mare.
Come sempre.
Dato che i discorsi seri si fanno con i piedi a mollo.
Ah sì.
Era un qualcosa sul perché di decenni di tentativi di autosabotaggio.
Com'è che quando le cose vanno un minimo bene devi sempre pensare che qualcuno possa semplicemente dire " Ci siamo sbagliati, era tutto un errore. "
Perché probabilmente deriva da lunghe storie familiari e societarie di instabilità cronica.
Una sindrome post traumatica da stress semplicemente esistenziale.
D'altronde se passi tutta la vita buttato a cazzo è impossibile cambiare mentalità nel giro di qualche anno, o no?
Nì.
In fondo è sempre legato ad avere aspettative sottozero e lo sai perché?
Perché se le cose vanno a merda, il danno è minimo.
E via così per una marea di periodi.
Avendo la certezza di aver avuto fondamentalmente culo e che tutto il resto non sia meritato neanche di striscio.
Hanno fatto le domande giuste.
Mi è andata di fortuna.
È stato un caso.
D'altronde mettere le mani avanti è una forma di autoconservazione, non avendo di certo più energie varie per sbattere nuovamente la faccia sul cemento.
Quindi escono dei futuri X strampalati, che proprio non vanno visti.
Di conseguenze disastrose in robe che potrebbero succedere.
Ed è un tutto che ritorna.
Una roba ciclica come le ere dell'universo.
Che roba.
Senza avere la possibilità di andare zoppicando verso Alpha Centauri.
Pure se arrivandoci poi, sarebbe tutto culo.
Scrollate di spalle cosmiche.
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo.
mercoledì 22 luglio 2026
Requiem per cellule cerebrali ampiamente andate a fare in culo da decenni, con una sorta di assurda presunzione di ricucirle cambiando mansione.
Com'era quella cosa che ti ho detto?
Un qualcosa sul fatto che dopo una certa ora bruciano gli occhi che deddio proprio.
Ah sì.
Era il fatto di fissare uno schermo e di non avere nulla da fare.
Se non un loop continuo.
Per non pensare.
Ma troppo stanco per cercare di ignorare qualsiasi impulso elettrico.
Quindi diventa un circolo vizioso.
Di aprire / chiudere Chrome.
Avviare Steam a chiuderlo.
Installare qualcosa.
Disinstallarla subito.
Cercare conforto in serie già ampiamente viste.
Ma quelle sensazioni non ci sono.
Figurati la soglia di attenzione.
La verità è che siamo bruciati male.
E non è il caldo.
Che roba.
domenica 19 luglio 2026
Ed è un inno, sconclusionato, di giri pazzeschi intorno al sole. Alla fine però la si finisce sempre a guardare le braci, seduti davanti a un fuoco nella zona più palustre della città.
Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ovviamente in maniera pessimista.
Dato che dalla vita non ci si aspetta nulla, figuriamoci goal secondo supplementare.
Figurati 41 giri attorno al sole.
Avendo zero voglia di fare le cose in grande, dato che si è letteralmente a pezzi.
No, dai, non divagare.
Cos'era?
Ah sì.
Un qualcosa sul fatto di volersi bene.
Di tentativi semiseri di tenersi stretti.
Perchè, com'era quella frase?
Non ricordandola.
Dai non è vero.
Va bene, va bene.
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo e tutto è così fragile.
Pace.
venerdì 17 luglio 2026
Cercando malamente sensi compiuti per battere su tasti di tastiere scassate.
Com'era quella cosa che ti ho detto?
D'altronde è da molto che non si fanno doppiette.
Figuriamoci giocare a pallone.
Dato che sono stati un paio di mesi tutt'altro che decenti.
Ma va bene lo stesso.
Essendo un concetto di tasche bucate e di futuri nebulosi.
Di perenni indecisioni croniche.
Di polvere.
Di cantieri.
Di non avere idea di che cosa combinare.
Ma va bene lo stesso.
C'è sempre domani?
Pace
Robe assurde ascoltando crossover cristiano proveniente da una nazione folle, in un pianeta sempre più caldo, sull'orlo inevitabile dell'estinzione.

Com'era quella cosa che ti ho detto, letteralmente, dall'altra parte del mondo?
Era un qualcosa, probabilmente, sul non prendersi troppo sul serio.
E con la solita ossessione di usare le parentetiche, probabilmente male.
Tutto per non usare il punto e virgola.
Vabbè, dicevamo?
Era un qualcosa vago sul cercare di sopravvivere e basta.
Ma non era molto chiaro.
Dimenticando il senso del discorso.
Avendo la confusione mentale.
Dormendo niente.
Con temperature abnormi che fanno funzionare ancora peggio, cervelli già malfunzionanti.
In fondo ci sono solo mazzi di cose che non funzionano per niente.
Ed è un discorso generale che scivola nel particolare.
Di individui singoli.
Palesemente malfunzionanti.
Alla soglia di un altro giro intorno al sole.
In effetti ora mi torna in mente quello che ti avevo detto.
Seduti su un muretto, illuminati da luci al neon.
Ed era, tipo, il solito concetto.
Quello ripetuto come un mantra.
Perché è vero che dopo i 30 si può solo peggiorare.
Figurati dopo i 40.
Però sai che c'è?
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo.
Era un qualcosa, probabilmente, sul non prendersi troppo sul serio.
E con la solita ossessione di usare le parentetiche, probabilmente male.
Tutto per non usare il punto e virgola.
Vabbè, dicevamo?
Era un qualcosa vago sul cercare di sopravvivere e basta.
Ma non era molto chiaro.
Dimenticando il senso del discorso.
Avendo la confusione mentale.
Dormendo niente.
Con temperature abnormi che fanno funzionare ancora peggio, cervelli già malfunzionanti.
In fondo ci sono solo mazzi di cose che non funzionano per niente.
Ed è un discorso generale che scivola nel particolare.
Di individui singoli.
Palesemente malfunzionanti.
Alla soglia di un altro giro intorno al sole.
In effetti ora mi torna in mente quello che ti avevo detto.
Seduti su un muretto, illuminati da luci al neon.
Ed era, tipo, il solito concetto.
Quello ripetuto come un mantra.
Perché è vero che dopo i 30 si può solo peggiorare.
Figurati dopo i 40.
Però sai che c'è?
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo.
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