venerdì 15 marzo 2024

Richieste speciali fotografiche, dato che si è tradizionalmente e tremendamente avversi alle foto fatte in posa.


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Si, beh alla fine c'hai ragione.
Non consumando quasi mai da mangiare al bar.
Né dolce, né salato.
Solo caffeina diretta e via.
A parte qualche rara eccezione ovviamente.
Tipo essendo stati svegli tutta la notte e allora c'è bisogno fisico di zuccheri.
Altrimenti sono robe che non interessano granché.
Preferendole in modo diverso.
Tipo il sabato o la domenica mattina.
Non ricordando ovviamente quale dei due.
Dato che si è confusi da sempre e più si va avanti più avvengono delle degradazioni dei tessuti cerebrali.
Saltando connessioni.
Riavviando malamente il sistema senza spegnerlo in modalità sicura.
Però c'è la carta da pacchi bianca attaccata con lo scotch.
Essendo poi un imbranato in tutto si tendeva letteralmente a distruggere quell'imballaggio nell'aprirlo.
Ovviamente.
Incapacità generazionali frutto di traumi e di mani inutili.
Eppure era una sorta di rituale.
Frutto di merci invendute.
Pasta frolla fritta con crema all'interno non trasformata più in pezzi di carta dal valore nominale.
Allora era normale mangiarle a casa.
Facendo attenzione che non avessero un sapore strano.
Perché fanculo la catena del freddo e l'HCCP.
Male che vada anticorpi.

Però quella carta bianca non esiste più.
Come la partita Iva attua a trasformare beni materiali in quattrini.
Rimangono mura vuote in attesa di atti notarili.

Ma sono decisamente meglio gli aperitivi di metà mattina.
Pane e vento tra gli alberi.
Gatti sdraiati al sole invernale.

Con successi vari di curare casini e disastri di trenta e passa anni.
Un passo alla volta.

Vogliamoci bene.

Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.


lunedì 11 marzo 2024

Disarticolando ragionamenti vari su frasi scritte su pezzi di carta interpretabili, ovviamente nel peggior modo possibile.


 
Alla fine fai bene a ripetermelo che ho torto.
Ti pare?
È un modo per tornare con i piedi per terra.
Forse oggi non è la metafora più adatta da usare.
Ma pazienza.
D'altronde ognuno è responsabile dei propri errori.
Anche della propria mente che va da sola.
Creando scenari tutti altamente negativi.
Quasi drammatici in certi punti.
Stabilità artificiali.
Di essere fermi al palo e di dover riniziare sempre tutto da capo.
Anche quando non si ha neanche lontanamente la forza.
Figuriamoci la voglia.
In effetti è sempre stato così.
Per forza dato che sono traumi incurabili.
Troppo sedimentati in strati e strati di anni e connessioni neurali a caso.
Vabbè, basta con la presammale.
Doveva essere un post di getto e invece ci si ricama da mezz'ora sopra.
Anche perché avendo solo cose sparse da dire.
E poca capacità nel metterle su parole.

Pensando solo al 3 Aprile alle 10 del mattino.