mercoledì 31 dicembre 2025

Solito vergognoso e ridondante discorso insopportabile di fine anno. Un flebile strumento per mantenere in vita questo blog scalcinato.


Com'era quella balla che ho detto l'anno scorso?
E l'altro pure.
Ah già.
Cose vaghe sui buoni propositi.
Pure scritti a penna in un taccuino, avendolo ovviamente perso.
Come tutto del resto.
Dai calzoni che scendono sempre sotto il culo perché sono perennemente bragaloni.
Alle chiavi di casa / armadietto / macchina.
Panzane clamorose di rinnovamento.
D'altronde è da quando i nostri antenati hanno iniziato ad immischiarsi con gli Dei ea guardare le stelle, che cerchiamo sempre qualcosa di nuovo nella rinascita.
Nel movimento degli astri.
In migliaia di ere geologiche che fanno il giro e poi ritornano.
Essendo ossessionati dal tempo.
Dal migliorarsi e da cercare, in qualche modo, di cambiare sempre.
In fondo, alla fine, cambiare è una stronzata.
D'altronde la gente non cambia mai.
Figuriamoci noi stessi, che abbiamo anche la presunzione di essere i protagonisti di questa storia.

Se c'è qualcosa da recuperare di questo anno scalcinato pieno di lutti, frastimi e calci in faccia vari ed aver capito definitivamente che alla fine basta accettarsi e buona.
Di andare bene nelle nostre mediocrità.
Miserie.
Limiti.

Perché in fondo va benissimo lo stesso così.

Quindi unico augurio è solo quello di tentare, anche distrattamente nel solito casino quotidiano di vita e preoccupazioni, di volerci bene.

Non facciamoci del male.
C'è poco tempo.
Ed ormai, da quando siamo grandi, tutto così complicato.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

mercoledì 17 dicembre 2025

Cercando, inutilmente, un Longplay di un videogioco dove non si è mai stato capace di giocare, perché in fondo anche da bambino si preferivano i sedativi agli stimolanti.


Com'era quel titolo che volevo dare ad un post scalcinato?
Quello che parlava di stanchezze varie con troppe cose da fare.
Perché è forse una forma di malattia mentale.
Uno squilibrio chimico.
Di formule naturalmente dove non ci si capiva niente.
Però alla fine si formavano una serie di legami.
Ah sì sì.
Togli un protone, cose così.
Ma proprio zero.
In fondo allora è solo una questione di sfinimenti vari.
Ultimamente avendo solo come soddisfazione nell'andare a collassare a letto quando si è letteralmente a pezzi.
Non avendo neanche la forza di perdersi in universi di fantasia.
Che roba.
Ma da quand'è che non si riesce a giocare a Pc per più di mezz'ora di fila?

Assurdo.

Siamo vecchi.

lunedì 15 dicembre 2025

Saccheggiando a caso filmografia varia, ma tenendosi sul nebuloso così da non dover tirare fuori i soldi per pagare i diritti d'autore dato che si è spiantati.


Com'era quel messaggio radio che avevo spedito totalmente a caso nell'etere?
Tramite un baracchino in soffitta al Poetto.
Giusto per lasciare traccia del proprio passaggio.
Tra scariche di elettricità statica e volume troppo basso.
Bottiglie di latta appese alla parete.
Una finestra da dove si vedono le tegole e il mare.
33 giri che non si ascolteranno mai più.
Stai divagando come sempre.

Tentativi vaghi di fotografare delle immagini sparse nella memoria.

Descrizioni tra sostantivi e gerundi.

Per dire qualcosa a te stesso bambino.

Tipo che mette quelle cuffie per ascoltare un messaggio mandato dal futuro.

Vogliamoci bene.

domenica 14 dicembre 2025

Giornate intere di inedia, passate tra bottiglie vuote, stufe rotte e mal di testa appena accennati che ricordano soltanto la marea di cose da fare.


Ah beh.
Ci sta.
Prendendo in giro per questa svolta di presammale sul Blog.
Però avresti anche, tipo, ragione.
Un po' per finire l'anno e di iniziarne uno nuovo.
Trascinandosi stancamente verso il 31 Dicembre.
Con alimentazione da sistemare e analisi da fare.
Ei soliti buoni propositi totalmente da ignorare.
Da scrivere a penna su un foglio di carta.
E clamorosamente ignorarli quasi tutti.
Di certo non le promesse fatte.

Ciao Pretty Girl.
Ciao.



sabato 13 dicembre 2025

Mandando in loop in maniera ossessiva canzoni uscite nel 1999. Quando ancora non c'era stato neanche l'11 Settembre e tutto, anche se più complicato, sembrava anche vagamente sopportabile.



Com'era quella cosa che mi hai chiesto?
Con un po' di pudore di madre.
Ah già.
No, non stando male.
Essendo un po' triste.
Ma sai com'è.
Non è quella roba strana che è capitata in passato.
Guardando la parete a letto, non pensando a niente.
Senza la minima voglia di alzarsi neanche.
È successo.
Te lo ricordi?
Sì.
Perfettamente.
Probabilmente ogni singolo minuto di quelle 48 ore.
Con l'incapacità stessa di fare qualsiasi cosa.
Con la faccia in fiamme.
Tipo senza mangiare.
Senza lavarsi.
Soltanto strisciando come un ombra per andare in bagno.
E c'erano tipo, solo, millecinquecento euro su carte ricaricabili.
Contando i centesimi.
Questione di spiccioli.
E una marea infinita di debiti.
Di ansie clamorose.
Senza possibilità varie di rialzarsi, figuriamoci vedere futuri.
E sembrano passate ere geologiche.
Da lettori cd Schneider senza antishock.
Di dover prendere un paio di Autobus per arrivare fin dall'altra parte della città.
Com'erano?
Il PF e l'M di sicuro.
Alla fine essendo un estraneo per tante cose.
Figuriamoci per fotografie con posti dall'altra parte del mondo.
Visi sconosciuti.
Che raccontano un po' tutti la stessa storia.

Di mancanze.
Di arrivederci troppo frettolosi.
Di saluti vari.
Di tempo che non ritorna.
Di foto sbiadite quando ancora le stampavamo.
Di attimi che, si spera, sono cristallizzati contemporaneamente nell'ambra.

Però oggi è così.

Granelli di polvere vari.
Atomi inscindibili.
Materia che vola via.

È tutto così triste.
Difficile pure.

Vogliamoci bene.







venerdì 12 dicembre 2025

Volontà effimera di scrivere titoli generici, ma alla fine si perde completamente il senso stesso del Post. Va bene lo stesso. Ti penso.


Com'era quella cosa che hai scritto su Libre Office a cui ripenso tutto il pomeriggio?
Ah già.
[...] e ti vedo ancora bellissima sulla sabbia [...]
O almeno è quello che ricordo.
In effetti sono frammenti sparsi incastrati nella memoria.
Di estati con tentativi semiseri di nuotare sul fondo dell'acqua.
Di giri in macchina lontano.
Di foto al tramonto aggrappati sugli scogli.

Che roba

Ho acceso la candela anche oggi.
Simbolicamente per ricordare.

Anche se non c'è certo bisogno.


 

giovedì 11 dicembre 2025

Fatiche varie da ernie future e da mancanza oggettiva di progressi.



Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
Non che prima fosse meglio, ma di certo era più tollerabile.
E sai perché?
Eravamo piccoli.
Certe robe non le capivamo e quindi andava bene lo stesso.
Certo, c'era decisamente meno propaganda in giro.
E meno capitalismo tecnologico vagamente nazista.
Ma vabbè.
Non si può avere tutto.
Quindi rifugiandosi in musica 8 bit.
E in giochi da 16.
Dove si è imparato la geografia dei Caraibi.
Ed alzare con orgoglio i colori.
Tradotto in italiano non rende.
Hoist the colours.
Meglio no?

Quindi va bene lo stesso.
Giornate di sfinimento per non pensare a mancanze.
E per non cacciare via lacrime.

Ma arriveranno.

mercoledì 10 dicembre 2025

Non capendo niente di tutte le altre cose, figuriamoci di misteri enormi che sfuggono a qualsiasi tipo di comprensione, se non affrontandoli in prima persona.


Com'era quella canzone che volevo farti ascoltare?
Era solo musica ovviamente.
Dato che non avendo capacità di spiegarla.
D'altronde certe robe vanno sentite e basta.
Un po' come camminare di notte illuminato dal neon, strascicando i piedi, con la schiena a pezzi e senza possibilità di vie di fuga.
Almeno era così.
Adesso è un po' diverso.
Nonostante ansie di terremoti vari che ogni tanto tornano.
Ma viste le recenti settimane non importa più.
Cercherò di rimanere sveglio domani.
O di alzarmi presto.

Alle 04:40.


domenica 7 dicembre 2025

Impossibilitato fisicamente a spiccicare parola e tirare fuori discorsi di senso compiuto, allora arriva semplicemente un post per sostituire vocalismi interrotti a mezzi singhiozzi.



Com'era quella cosa che mi hai detto?
Ah già.
" What is real? "
E io ti avevo tipo risposto nel mio inglese maccheronico, decisamente inferiore al tuo.
" What I see. What I feel. "
Ed avevi annuito con quel mezzo sorriso strano socchiudendo gli occhi.
Forse hanno ragione a dire che non è vero nulla.
Che stiamo ancora in casetta nel giardino di Luca, ed è tipo il 2005 o il 2006 con i Dvd di Lost da finire di vedere.
E tutto questo è stato soltanto un sogno.
Uno scherzo assurdo.
D'altronde sai che roba:

Arrivare all'improvviso dall'altra parte del mondo.
Farti amare così tanto da tutti.
E poi andare via.

Sembra tipo la sceneggiatura di un sadico.
Però in finale è così.
Ed è da accettare, con le conclusioni da tirare.

E quali sarebbero?
Che domande.
Le solite.

Vogliamoci bene,
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Vogliamoci bene.
C'é poco tempo.

Ciao Pretty Girl.
Ciao.

E grazie.


giovedì 4 dicembre 2025

Ripensando soltanto a quella volta che si è sbattuto la faccia sul cemento e pioveva pure.


E allora, che ti devo dire?
Anzi, avendotelo già detto.
In un inglese maccheronico.
Più che altro una promessa.
Al meglio delle capacità.
Che poi non sono nemmeno un granché.
Nel solito disastro generale.
Come sempre.
Eh vabbè.

Facendo il possibile.
Per tenere tutti saldi.
Ed esserci.
Ci penso io.

Ciao Pretty Girl.
Ciao.

Vogliamoci bene.



martedì 2 dicembre 2025

通用标题


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Cioè, ho pensato di dirtela.
Invece tipo ripetendola da solo in macchina e poi scritta in un messaggio.

Bello scherzo che ci hai fatto
Arrivi come un uragano nelle nostre vite
Ti fai amare così tanto
E te ne vai via

Che roba.

Ciao Pretty Girl

lunedì 1 dicembre 2025

Titolo generico.

 


Com'era che ti ho salutato?
Ah sì.

Ciao Pretty Girl.

Avendo pomeriggi con cose da fare: pareti da buttare giù, tubi da riparare, invece pensando solo ad Alpha Centauri. Ad un viaggio lontano a 4,7 anni luce, quasi 40.11 trilioni di Km.

 


Com'erano quelle frasi che mi ero preparato?
Da dire in un momento importante, quasi catartico.
Alla fine poi ripensandoci.
Dato che non ha molto senso farle ripetere ad un casino ambulante.
È stato decisamente meglio inserirle in un capitolo di un romanzo finito lo scorso anno e farle biascicare ad uno dei personaggi.
In fondo è meglio così.
Dicendole a voce farebbero soltanto ridere.
Magari incespicando sulle parole.
Roba da matti.
È meglio metterle in chiaro su supporti digitali.
In Pdf.
Anche se mi hai detto che è complicato da tradurre.
In fondo ci sono le barriere linguistiche.

Va bene lo stesso.
Il senso è quello.
Dimostrandolo.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.