sabato 5 maggio 2012
Destra blu e Brasile. Ciao!
Zion.
C'era.
Non era una leggenda dimenticata da tipo sette anni di guerra civile in cui si vedono ancora i segni sul campo di battaglia.
Le devastazioni che non ti dico.
Se apri gli occhi le vedi bene un po' qua e la, pure dentro.
Ma questa non è una cicatrice della guerra.
E' la Shangri-La ed è reale.
Non un ricordo di un ubriaco di mirto.
Parola d'onore.
Si vedeva alla luce delle sei e ventiquattro stazione Val d'Ala ovviamente.
Si vedeva alla luce grigia del mattino farsi spazio fra le tende abbassate.
Si vedeva alla penombra di una stanza a caso.
Affittata non per caso.
Cose così.
E la musica intanto andava.
E c'era Zion.
Senza sostanze psicotrope.
Però capisco lo stesso che cosa intendevano:
Un secondo perfetto.
Cristallizzato nell'attimo.
Non esistendo più.
Soltanto nuvole.
Che dico... più di un secondo
Tanti.
Ma non ricordo.
Ora capisco il significato della parola.
Sicuramente in futuro ci saranno giorni di Babilonia.
E' chiaro.
E' la vita.
Ma, ora che l'ho vista, a Zion c'andrei a piedi.
Giuro.
Però alzandomi con calma.
Facendo colazione stavolta.
Con una giornata di sole di sicuro.
Io aspetto il treno.
Ci salirei anche senza biglietto.
Tanto in testa ho solo quella canzone.
E negli occhi certi sguardi.
Coccodè
Barrito
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