martedì 15 maggio 2012

03-01-2002 - 11-08-2005- 13-05-2012


E' scattato l'allarme.
Mi avevano assicurato un futuro luminoso sottoterra.
Giuro.
Fregato invece.
Il timer andava così a caso che mi hanno rinchiuso in un buco per sette anni di fila.
Vitto e alloggio pagato però.
Meglio di niente

Queste poi sono solo date.
Avevo già detto che dipendono solo dal punto di vista, sticazzi proprio del calendario.
Parola d'onore.
Calcolare il tempo è una dittatura moderna.
Torniamo solo ad Estate / Inverno.
Come ai tempi antichi.
Troppe stagioni 4.
Buone solo per la pizza.
Mi confondo.
Intanto me lo scrivo a pennarello tipo sul petto, numeri sparsi cose così.
Roba forte però.
Ho scontato la mia pena, anche se probabilmente in futuro mi risbatteranno al fresco.
Ma oh, alcune domeniche pomeriggio da ex galeotto sono perfette.
Quasi la paura che l'avvocato non abbia presentato domanda di scarcerazione e mi aspettino boh altri sette anni di galera, anzichè un buono per libera uscita.
Ma no, stavolta mi hanno proprio rilasciato.
Sulla parola però.
E'n'attimo tornare in galera.
Ma almeno non vedendo più il sole da dietro alle sbarre.
Niente righe verticali sul muro.
Solo cielo azzurro, sdraiato su un prato magari.
Con la testa poggiata ad una felpa con le maniche gialle pagata due lire.
Orrenda da vedere proprio.
Ma più comoda della mia branda da carcerato di sicuro.
Come sto prato.
E sti scalini.
Intanto scrivo numeri.
Qua.
Sulle braccia.
Sul muro.
Con l'argento sulla metro.
Così non me li dimentico.
Ma mi sa che questi non me li scorderò facilmente.

Ce l'ho scritto sul petto, appena mi vedo allo specchio.
Un segno d'abbronzatura di fascetta.
Che ora posso togliere, ma conservare.
Ricordare gli anni in cella fa bene.
Due metri per due.
Sempre pronto a scattare ad ogni segno d'attacco.
Autodifesa.
Sopravvivere.

Ma ora no, si respira aria diversa nonostante la sabbia scura

E mi sei venuta pure a prendere alla stazione.
Pioveva, ma sticazzi.
Meglio così.

Sono fuori finalmente

Pace

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