domenica 27 maggio 2012
Chiudi la finestra o entrano i nani
Non ti prendo in giro davvero.
Ora sono terrorizzato.
Penso a finestre mi immagino nani guardoni la notte.
Tipo a braccia conserte, con jeans e felpa in acrilico tirata su.
Occhi grifagni balenare.
Si vede lontano un chilometro che sei un invertito.
E' colpa del welfare state?
Si e no.
Ma il fatto che quello fosse un pervertito marittimo rimane.
Giuro.
Ora mi tocca abbassare l'avvolgibile con Zion in testa sperando di avere capelli che non ho.
Impennando dietro al bronx con trenitalia però.
A sgrunfio proprio.
Guardando in fondo alla carrozza, coprimi le spalle.
Tocca fuggire poi con i sosia di Panariello.
O li bucatini.
Cose così.
Ventitrè ore e venticinque minuti
Più o meno.
Andata e ritorno da Val d' Ala.
A caso, ma non per caso.
Un giorno regalando melanina.
Di sicuro.
Un treno indierock, ma con la paranoia futura dei nani.
No, non abbasso la serranda.
Mi piace il sole.
Magari mi piacerà il rifugio anti-atomico.
Secondo piano.
Al buio di sicuro.
Ovviamente stretti.
Robe di ceramica peruviane.
Efelanti portatili.
Ventitrè ore.
Non vedendo l'ora che diventino tipo una cinquantina.
Se puede, se puede.
Pace
Coccodè
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