giovedì 1 marzo 2012

Prego può recarsi allo sportello 5 o era il 18? Boh vada a tentativi



Decise di prendersi mezzo pomeriggio libero.
Belletti non ebbe niente da ridire, ma anzi le fece i complimenti per il sangue freddo dimostrato, in seguito le arrivò anche un breve SMS di congratulazioni da parte di Giannakopulos.
" Faccia pure, non si preoccupi. Se l'è guadagnato "
Dopo essersi cambiata e tolta l'orribile completo da donna-manager-tigre asiatica indossò il suo completo di Parigi.
Adorava quel vestito.
Come amava tutta la sua roba sperduta nella valigia, per questo decise di raggiungere l'aeroporto per recuperare tutto. Certo aveva tre buste di vestiti nuovi, ma non era la stessa cosa.
L'autista orientale insistette per accompagnarla e si mise a sogghignare quando sentì parlare di " Mezzi pubblici "
La guardò come un paziente maestro rimprovera bonariamente un suo studente " Nella capitale del sud europa? E' sicura? "
Viola si mordicchiò il labbro e annuì, si tolse gli occhiali da sole e sprofondò nel sedile posteriore della lussuosa macchina occidentale.
Passata la tensione poteva concentrarsi sul viaggio e rilassarsi per la prima volta in queste folli ultime venti ore, iniziava a sentire un po' di sonno, ma voleva sbrigare al più presto quel casino così da non dover continuare la giornata con il pensiero della valigia abbandonata in uno squallido deposito bagagli.
Almeno erano stati velocissimi nel rintracciarla.
Questo doveva ammetterlo.
Sorrise da dietro il finestrino prendendo una lattina di Euro-Cola dal piccolo frigo incastrato tra i sedili anteriori e il retro della macchina.
Ora riusciva a vedere la città con altri occhi.
Una metropoli caotica, avvolta nel calore e confusione, solo vent'anni prima doveva esser stata un incubo assurdo, con tutte quei mezzi che bruciavano ancora combustibile fossile.
Forse era stato un bene che il petrolio fosse " passato di moda ", improduttivo e quasi nella totalità illegale.
" I tempi cambiano, ma certe cose rimangono immutate nel tempo " commentò a bassa voce mentre vedeva una marea di bancarelle addossate ai marciapiedi e alla strada.
Un retaggio quasi del secolo scorso.
Però la città era viva, piena di colori con strade strette ed edifici ristrutturati di fresco, il benessere stava arrivando lentamente anche nel Sud-Europa.
Svoltarono a destra della strada degli alberghi e si trovarono in un vicolo strettissimo, i pedoni si dovettero accalcare alle pareti per non venire travolti.
" Ma non è pedonale? " Chiese all'autista
" Oh si, naturalmente. Ma è anche altrettanto ovvio che non esistano nè telecamere nè controlli di sicurezza. Mi perdonerà l'infrazione, ma così guadagneremo circa mezz'ora. Come vede il traffico è degno di Shenua nella Federazione Asio-Cinese. " L'uomo rise per la prima volta.
Viola scosse il capo e si sciolse i capelli divertita: tutto questo era un sogno folle scritto probabilmente da una persona mentalmente instabile.
Ma si stava godendo il viaggio.
Che importava?
Ma si, anche questo delirio faceva parte della nuova vita.
Iniziò a giocherellare con l'orologio bracciale al polso destro e intanto sbirciava con gli occhi grandi grandi spalancati da dietro il finestrino oscurato.
Scene surreali.
Negozi con tutti i linguaggi mondiali possibili e relativamente poche scritte in europeo, sopravvivevano come delle reliquie antiche botteghe di famiglia con i nomi in un antico dialetto spazzato via dal nuovo ciclo della storia.
Anche le vie non avevano cambiato i nomi originali e tracciavano segni inconfondibili di un passato glorioso, ma irrimediabilmente decaduto.
E i monumenti: colossali, magnifici, splendenti come diamanti.
Erano finalmente stati ripuliti e ristrutturati da parte del governo federale Europeo voci e addirittura corpi speciali delle forze di autodifesa assistettero a tutti i lavori per non incappare nei soliti problemi di corruzione tipici dell'amministrazione di quella sub-regione.
Sulle prime i cittadini e le amministrazioni locali si erano indignate e avevano formalmente protestato, poi lentamente avevano ammesso di non aver mai visto dei lavori tanto perfetti e in così breve tempo.
" Faremo la capitale del Sud-Europa l'ombelico del mondo " Disse alle orecchie del mondo, la presidentessa di turno della federazione con un marcato accendo bavarese.
Tutto questo rispecchiava esattamente che strano popolo fosse quello sud-europeo.
Pieni contraddizioni.
Teatrali.
Ma custodi di un qualcosa di speciale che affondava le proprie radici nei millenni:
Arte di sopravvivenza.
Poco ma sicuro.
Incontrarono un posto di blocco svoltando a sinistra per immettersi nell'arteria ad anello che dava un po' di respiro alla città.
Uomini vestiti di nero in maschere antigas e luci al neon che in europeo, arabo e cinese invitavano a rallentare e mostrare i chip identificativi agli agenti, tutto si sarebbe risolto in pochi minuti.
L'autista abbassò il finestrino posteriore e Viola automaticamente porse la ID card della Federazione Europea allo sbirro in tenuta antisommossa.
Questo controllò con uno scanner la carta poi annuì e con un gracchiare metallico da radio militare disse " Ok. Circolare "
Viaggiarono in silenzio per circa dieci minuti, poi la ragazza si decise
" C'è sempre così tanta polizia?"
" Si, è un periodo un po' così. "
Giunsero all'aeroporto in un tempo relativamente breve, erano stati decisamente fortunati.
La struttura era colossale vista da fuori: parcheggi a perdita d'occhio e un costante flusso di persone, per non contare i Jet che decollavano circa una volta ogni due minuti.
Frenesia.
L'asiatico parcheggiò e spense il motore, guardò nello specchietto retrovisore.
" Io aspetterò qui, non si preoccupi. "
Viola sorrise e aprì la portiera, evitò la vetrata per non andare a sbatterci di nuovo e passò attraverso le porte girevoli, schivando una turista australiana con un enorme zaino da trekking sulle spalle.
Si fece largo tra la selva di Trolley, di uomini d'affari europei e di turisti di qualsiasi nazionalità che la schivavano e correvano.
Guardò inorridita le file chilometriche dei banchi accettazione delle compagnie Jet Low-Cost dove ragazzi di tutte le età urlavano e si spintonavano mentre gli altri passeggeri cercavano di ignorarli o di tenere buoni mocciosi in fasce.
Anche per questo non aveva più volato con alcune compagnie.
Passò oltre alcuni Duty-Free ed evitò la ronda di quattro guardie di sicurezza armate fino ai denti e rinchiuse nei loro elmetti neri.
Anche se non aveva fatto nulla o niente da nascondere aveva sempre una strana sensazione quando passava vicino a soldati pesantemente armati, le dava un senso soffocamento quasi.
Calpestando la moquette blu-sporco arrivò finalmente all'ufficio reclami della EAL dove una bionda con molti innesti chirurgici la facevano assomigliare ad una bambola che aveva avuto quando era molto piccola.
" Si, mi dica? " Disse sbattendo le lunghe ciglia artificiali.
Viola era quasi tentata da riderle in faccia, ma si trattenne e sfoderò anche lei un bel sorriso.
Uno vero.
" Salve, mi avete chiamato per il mio bagaglio. Avevo fatto reclamo, ma mi è quasi passata la voglia di arrabbiarmi, visto che siete stati così veloci. " Rise.
Anche la bionda ridacchiò, ma Viola non era sicura che avesse capito lo humor.
" Certo, prego una firma qua e si rechi al settore 5, sportello 23 "
Imbronciata le chiese " Si ok, me lo potrebbe indicare. Sa è un aeroporto così grande..."
La bionda sbuffò leggermente e disse " Salga in fondo alle scale e vada sempre dritto fino al numero 4, poi da lì giri a destra"
" Grazie eh " Una semplice espressione facciale della hostess di terra l'aveva fatta incazzare.
Eppure la conversazione era partita bene.
Ma la folla.
Il caos.
La tensione.
Avevano giocato il resto.
Poi certo, ammise mentre saliva delle scale mobili, odiava gli sportelli.
Dopo essersi persa un paio di volte, finalmente, riuscì ad arrivare al settore cinque e ad avvicinarsi allo sportello 23 dove un ragazzo di colore stava parlando ad un antiquato telefono cellulare.
" Sen.." Ma l'impiegato la fermò con un cenno della mano e continuò ad annuire e a telefonare per un paio di minuti.
Viola era furiosa.
Quando riappese questo sorrise e disse " Mi scusi, telefonata di lavoro "
" Sii certo come no "
Cazzate.
" Desidera? "
" Senta mi hanno mandato qua dal piano di sotto, dovrei ritirare un bagaglio che mi è stato smarrito stamattina dalla EAL, Mi hanno detto di rivolgermi a lei. "
L'uomo annuì e battè rapidamente sui tasti del laptop, poi storse la bocca e scosse il capo.
" No non mi risulta, devono averle detto male. E' sicura che fosse settore 5? "
" Si " Lei rispose seccamente, come un colpo di pistola.
" Provi a tornare al banco della EAL io non posso fare niente, mi spiace. " L'uomo sorrise.
Viola se ne andò quasi senza salutare e come una furia tornò al piano di sotto, era pronta a fare a pezzi la commessa.
" Mi sta prendendo in giro? " Glielo disse d'un fiato, prendendola alla sprovvista: era distratta dal pc.
" Mi scusi?"
" Sono stata qua poco fa e mi ha mandato in un ufficio che non mi serviva a niente. "
" Per cosa è stata qua? Il cambio di volo? "
" NO! Il bagaglio smarrito. Ha capito? B-A-G-A-G-L-I-O "
" NON c'è bisogno di alzare la voce signorina, ho capito. "
Ci furono una ventina di silenzio teso ed imbarazzato mentre la bionda pestava sui tasti.
" Si ecco settore 5, sportello 23 "
" Ma ci sono appena stata! " urlò Viola.

" Hey che succede? " sentì una voce provenire da dietro.

Si voltò di colpo e vide un ragazzo giovane rasato in tuta arancione, sorrideva in maniera strana.
Aveva una barbetta scura abbastanza curata, due impianti ottici erano abbastanza visibili un po' come la radio ossea, dal collo gli spuntava un piccolo tatuaggio a forma di croce con 4 pallini neri uno per ogni spazio..
Occhi scuri, decisamente sud europeo.
" La posso aiutare? "
" Seh "
Si avvicinò al bancone e grattandosi la barba guardò nel monitor mentre la collega parlava al telefono in anglo-tedesco.
" Ah ho capito, ascolti se vuole l'accompagno. Lo sportello è un altro, vicino all'entrata. Prego da questa parte. "
Viola annuì e seguì il ragazzo che si faceva largo tra i passeggeri come se stesse passeggiando in riva al mare.
" Che ci vuole fare, capitano in una città di questo tipo, fanno tanto gli europei, ma alla fine sono degli africani. "
Viola rise, non tanto per la battuta, ma per il gergo incomprensibile del ragazzo.
Era uno slang europeo, ma con delle pesanti inflessioni dialettali indecifrabili.
" Perchè lei non è di qua? "
Disse allargando le braccia " Io? Naaa sono delle isole, mi trovo qua perchè me l'ha ordinato il governo federale. Sennò sarei ancora a non fare un cazzo dalla mattina alla sera. E tu? Mi sà che t'ho già vista eia? Ahh si sei la signorina dell'aereo, ma gli hai trovati i guanti poi? "
" Beh anche io sono qua perchè me l'hanno ordinato " Disse ridendo.
Lui si girò e la guardò inclinando un po' la testa, non era molto alto, ma abbastanza definito
" Lo vedi? Siamo tutti fottutamente sotto padroni, è questo che ci frega scioscio. "
" Scio? "
" Naa non farci caso, ogni tanto mi escono parole nella mia lingua. Odio parlare europeo "
Viola scosse la testa: un pazzo, ma almeno simpatico.
Arrivarono al bancone davanti all'ingresso principale e seguendo il ragazzo saltarono la fila.
Lei rispose con un sorriso agli sguardi feroci dei passeggeri in fila.
Il ragazzo passò dietro il bancone e parlottò con l'impiegato, indicando verso di lei, quello annuì.
" Come hai detto che ti chiami? "
" Viola Valmarana. "
" Ah VV, eccola qua. " Tirò da sotto uno scaffale la grande valigia bordeaux e gliela porse oltre il bancone. "
Viola sorrise " Finalmente "
" Io sono Zorba comunque, umile servitore dell'aeroporto. Dai t'accompagno all'uscita. "
Si avviarono verso la porta girevole mentre lui l'aiutava a trascinare la valigia ed uscirono sul piazzale esterno.
Zorba accese una sigaretta " Se mi beccano a fumare qua m'ammazzano, nessuno fuma più ormai. Tu fumi? "
" No "
" Lo vedi che ho sempre ragione? "
Lei scosse la testa e disse " Beh ti ringrazio, ora devo solo arrivare alla macchina, tornare in albergo e svenire da qualche parte. "
" Ah si? Stai in centro, non per altro, ma siccome ti ho trovato la valigia, che ne dici se ti trovo anche casualmente un'ottima cena e una bottiglia di vino, delle mie parti eh, non immondizia federale. "
Viola si mise sulla fronte e rise " Sono fregata vero? "
" Minimo "
" Ascolta mi trovi semplicemente con il mio nome e cognome, tanto le procedure di schedulazione della federazione europea funzionano così. Ti puoi collegare? "
Lui annuì toccando l'occhio sinistro " Sono collegato. Regalo della compagnia. "
" Vabbè allora a dopo e grazie per la valigia "
" Seeh seeh e di che? "
Viola camminò scuotendo la testa " Che razza di faccia da culo "
Arrivata a dieci metri dalla macchina venne scaraventata a terra da un forte spostamento d'aria e un rumore violentissimo l'assordò per qualche secondo.
Vetri infranti.
Gli antifurti iniziavano la loro canzone.
La gente gridava in preda al panico o scappava.
Fumo nero iniziò ad uscire dal terminal.

L'autista la scosse urlando " SI SENTE BENE? "

Ma il grido le arrivò fioco ed iniziò a roteare gli occhi verdi grandi grandi .
Le fiamme all'interno del terminal crescevano.
Elicotteri in volo.
Sirene.
Svenne sull'asfalto

Dissolvenza in nero

( fine capt...mhh 5? Non ho il coraggio di rileggerlo. Mi son fatto prendere la mano. Ci sarà un 6? Boh Fare thee well gone away, there's nothing left to say! )

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