venerdì 9 marzo 2012

Come promesso. Buongiorno and have a nice day



" Umh un tuono, verrà forse a piovere "
Pensò la ragazza sdraiata sul pavimento.
" Ma da quanto sto dormendo? "
Viola si mise in piedi nel mezzo ad una stanza buia, si stiracchiò un po' e sciolse lentamente i capelli.
Non vedeva proprio niente.
Respirò profondamente sentendo soltanto il suo profumo e decise di attivarsi in qualche modo, cercava di farsi largo a tentoni anche se sinceramente aveva una paura matta ad avanzare.
Non che le facesse particolarmente paura l'oscurità: nessun mostro del buio strisciato dal bosco di qualche fiaba centroeuropea.
Solo non voleva riempirsi di lividi le gambe, le capitava sempre di guardarsi a fine giornata e chiedersi se per caso non si fosse iscritta in una squadra di rugby.
" Ehi? "
Nessun suono.
Quasi come se la sua voce venisse attutita dal buio.
Iniziò ad avere un po' paura ed iniziò ad aprire e chiudere le mani, tutto per scaricare la tensione, ma sentiva piano piano il sudore diventare freddo e scendere lungo la spina dorsale.
Un ronzio.
Le ricordava un vecchio apparecchio a nastro che aveva visto da bambina a casa del nonno: andava con delle scatolette rettangolari con un nastro sopra, faceva un baccano d'inferno e sembrava come di guardare l'immagine attraverso un vetro coperto di pioggia.
Lentamente iniziò a sbucare delle luce bianca da un quadrato in mezzo al buio, si avvicinò.

Un giardino con piante di mimosa.
Giallo abbagliante.
Due bambine.
Risate infantili.

" Dai forza, andiamo via da scuola, tanto so io come tornare a casa. " Disse la mora prendendo la manica dell'altra.
" Sicura? Va bene passiamo il cancello "

E così leggere e ridendo superarono il grosso cancello nero di ghisa e con ai piedi le scarpette da tennis passarono sul marciapiede in una mattinata di Maggio.
La bambina bionda si fermò un momento " Aspetta ho scordato la giacca, dobbiamo tornare indietro!"
Quella scura si fermò sbuffando " Va bene va bene "
Rientrarono in un cono di luce ripassando il cancello e la faccia arrabbiata della maestra l'aspettava al varco vicino alla porta d'ingresso.

" DOVE CREDEVATE DI ANDARE? "

La luce dal quadrato si fece lentamente più fioca, chiudendosi come la finestrella automatica della limousine.
Viola iniziò a lacrimare.
Quelle bambine.
Il sole.
Il suo corpo lo sapeva, era un morso nostalgico alla bocca dello stomaco.
Quella bimba scura e imbronciata era lei.

Alla sua destra un piccolo fascio di luce uscì dall'altra parete.
Deglutì cercando di ricacciare indietro le lacrime e diede un'occhiata a quella luce così tiepida e piena di primavera:

Un banco blu scarabocchiato con pennarelli neri e scolorina.
Testi di canzoni e disegni
Un anno intero scritto lì sopra.
Una ragazza in cerca del suo stile, con alcuni dread da frikettona e i pantaloni larghi leggeva di nascosto un fumetto giapponese mentre il professore spiegava filosofia e tutti facevano più o meno finta di ascoltare.
" Beh ora spiegheremo Kant, se magari Valmarana e Ferrero vogliono essere dei nostri, che ne dici Varlmarana? "
Lei arrossì leggermente sentendo le risate dei compagni " Si certo prof, però prima mi faccia finire il fumetto "
Altre risate.

Si trovò a ridere anche lei nella stanza buia, ma quanti anni erano passati?
Cinque?
Sette?

Non lo sapeva più.

Anche dal soffitto si aprì un altro rettangolo di luce:

Una serata in riva al mare.
Un ragazzo e una ragazza.
Presi per mano, c'era solo il rumore del mare, nient'altro.
Nemmeno la luna, però non servivano parole.
Loro erano lì.
L'universo di due persone, non c'era freddo.
Il bagno assieme di notte.
Poi andò avanti nel tempo e la ragazza con gli occhi verdi guardava preoccupata fuori dal finestrino del JET della EAL, lui la prendeva per mano ridendo di lei, ma anche con lei.
Uno sfregolìo di pellicola non a fuoco e andò di nuovo avanti nel tempo.
Tasto premuto e spaccato su Fast Forward.
Ora la ragazza aveva i capelli sciolti ed era vestita con un vestito grigio, stringeva la corona di alloro troppo grande per lei mentre riceveva gli abbracci di ragazzi e ragazze.
La dottoressa.
Poi l'ultima immagine, la ragazza che urlava e lanciava un anello verso il ragazzo. Lei si legò i lunghi capelli e prese a fare la valigia. Il ragazzo rimase seduto sul letto fumandosi una sigaretta, scuoteva soltanto la testa.
Uscì sbattendo la porta.

Viola iniziò a piangere, non voleva più guardare.
Basta.
Cosa voleva dire tutto questo?
Era morta?
Non riusciva a ricordare, c'era stato il botto e poi?
Niente.
Solo luce bianca e un fischio strano rimasto nell'orecchio.
Forse qualche bip bip.
Non ne era sicura però, era tutto confuso ed iniziava ad essere tremendamente stanca di questa stanza.
Un miagolio.
La luce iniziava ad entrare dalle fessure negli angoli e poteva vederlo chiaramente: una gatta bianca e miele camminava lentamente verso di lei.
Ora era tutto più luminoso nella stanza: un cubo grigio senza uscite.
Viola scosse la testa e si inginocchiò, il gatto subito andò verso di lei e le sfiorò il ginocchio con la coda, strusciandosi da lei.
" Non ci capisco più niente " Disse rivolta al micio e cercò in qualche modo di asciugarsi le lacrime sbavando un po' il trucco nero.
Il felino e l'umano si persero l'uno negl'occhi dell'altro e sentì una voce provenire dal muro o dalla sua testa.

" Non fidarti della soluzione più semplice e per favore: ricordati di noi.
Di tutti noi, che c'eravamo nella tua vita.
Così tu sei diventata quello che sei e che sarai.
Per favore ricordati. "

" Dottore la paziente è sveglia "
Viola aprì un occhio e vide il volto amichevole di un'infermiera, era una donna avanti con l'età di etnia europea le sorrideva toccandole il palmo della mano.
Il dottore invece era più giovane, era privo di capelli ed aveva molti congegni cybernetici visibili, soprattutto entrambi i potenziamenti oculari.
" Bene signorina ho qua la sua scheda, è stata portata qua non dall'ambulanza ma dal suo autista. Si ricorda cos'è successo? "
Viola si mise a sedere lentamente sul letto " Si l'esplosione " Mentre disse questo si guardò intorno: una stanza bianca, un cubo perfetto anche questo, con una grande finestra che dava su un parco, un piccolo televisore mandava in loop immagini dell'ingresso dell'aeroporto sventrato dall'esplosione.
" Esatto, la voglio rassicurare non ha subito nessun danno. A parte forse qualche livido dovuto alla caduta, ma il resto era solo lo shock che le impediva di riprendere conoscenza, la dimetteremo tra un paio d'ore. Le analisi sono tutte positive, mi sono state appena trasmesse sulla retina dal laboratorio centrale, percui stia tranquilla e si rilassi. Se ha bisogno avvisi pure. "
La lasciarono sola con lo schermo piatto appeso al muro.
Aveva solo voglio di dormire, di mangiare qualcosa o di guardarsi un film.
Si ricoricò cercando di mandare via la malinconia del sogno, il gatto e tutte quelle immagini che rimanevano nel suo cervello.
Ma era davvero la sua vita?
Era davvero quello che ricordava?
Irrequieta si alzò per andare in bagno a farsi una doccia magari quando un'immagine alla televisione attirò la sua attenzione, cerco freneticamente il tasto per alzare il volume e lo trovò passando il palmo della mano sullo schermo antimacchia.

Un uomo grasso con i capelli tirati all'indietro per nascondere la calvizie.
Il viso di plastica in un sogghigno strafottente, annunciava davanti ad una selva di giornalisti
" Le forze di sicurezza della federazione sono già sulle traccie degli attentatori. Il vile attacco in cui hanno perso la vita numerosi cittadini della federazione, sarà punito severamente. Questi sono i sospettati ripresi dalle telecamere di sicurezza: fanno parte della minoranza contraria ai nostri valori e al concetto stesso di federazione. Sono dei pericolosi separatisti, ecco le foto. "

Viola rimase senza parole.
Accanto ad un tipo biondo con i capelli tagliati alla militare, c'era un ragazzo dai capelli rasati e la barbetta scura che contrastava nettamente con la scritta rossa sullo schermo:

TERRORISTI NEMICI DELLA FEDERAZIONE.


( fine capitolo NONLOSO fa un po' schifo e non l'ho riletto, c'è da modificare storie, ma nel mio vaneggio le cose sono andate così. Pace scallonisi cravarinci etc )

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