martedì 27 marzo 2012
pesce rosso parte quattordici
Frammenti di sonno.
Ogni volta sveglio messo sempre più a casino.
Non ricordo niente.
Ma solo occhi scuri.
In mezzo al buio di camera mia.
E un programma un po' sottovalutato come sottofondo, magari qualche risata qua e là, ma non c'ero proprio.
Non pensavo.
Non pensavi.
Solo occhi scuri e capelli sparsi.
Un po' ovunque.
Non sono e non saranno mai miei.
Quelli sono emigrati dal mio cranio tanto tempo fa.
Così va la vita.
E non abbiamo orologi.
Un casio nero buttato sul pavimento.
Quattro sveglie che non hanno suonato.
Non mi andava proprio d'alzarmi.
E risate.
Senza coperte.
Poi nel cuore della notte ad orario indefinibile una vocina
" Ho freddo "
Te l'avevo detto no?
Poi in testa c'ho varie cose.
Ma sono più incasinate di camera mia.
O dei capelli rossi che trovo in giro.
Mi tengo i secondi di silenzio.
Occhi scuri contro occhi scuri.
A non dire nulla.
Solo guardando a 4 cm di distanza.
Zero parole.
Una risata ogni tanto.
Stavo guardando te.
Perchè?
Avevo voglia di guardarti.
Si ma perchè?
Così
Allora è ok.
Non c'è bisogno di spiegare.
O di parole.
E nemmeno di dormire.
Trenta giorni.
Pace
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