giovedì 18 dicembre 2014

Inseguimenti infruttuosi di stelle nane.


Giunture usurate che schioccano.
Eppure bisogna andare.
Camminando fisso, a mani in tasca però.
Odiando orgogliosamente tascapani e zaini a tracolla.
Sulle spalle, il peso va lì.
Poco importa se hai la D9 che bacia la D10 etc, zero in anatomia.
Impossibile ricordare.
Dimenticando fisso in che tasca siano le chiavi.
Figurarsi robe lette in libri raramente aperti.
Meglio dormire in classe.
Sognare forse.
Di camminare la notte.

Così va di certo bene, eppure non puoi  proprio andare a spasso stare tipo alle tre.
Il sogno finisce alle 06:34 circa.
Questo pianeta sarebbe decisamente migliore se tutti si alzassero alle otto e trenta del mattino.
Va bene così no?
Invece hai il buio, non notturno.
All'alba.

Ed esci cercando la luce, con lo sguardo.
Da qualche parte.
Sul mare forse.

Assenza formale di raggi di sole.
Cappuccio in testa e camminare.

Vicoli sporchi con muri scarabocchiati.

Lasciare segni del proprio passaggio.
Solo con la mente.

Cercando i pezzi.

Pace.

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