domenica 6 luglio 2014

Puzzle familiari in cassetti chiusi


Anche se ci sono i pixel. un pezzo di me vagherà sempre per quei boschi lì.
Certo ragazzino con il 56 k che voleva solo andare a raccogliere legna.
E magari accendere un fuoco e dormire sotto le stelle.
Sempre così, con il prato magari anche nella vita reale.
Invece trovando fisso cose sparse dentro a cassetti, così il tempo si ferma sempre.
Lasciando da parte tutte le miserie di ogni giorno.
Per molte cose chiaro, no comment.
Come diceva il maestro " Fare o non fare "
Invece sempre vie di mezzo.
Ma, a me che me frega.
Scrollando le spalle, non sono certo affari miei però boh.
Sarò unilaterale.
Tornando con la mente su bastioni di città fortificate vicino al mare.
Estate e via, va bene così.
Pace e poche robe.

Preferisco guardare un pezzo di stoffa.
Gualcito certo, ma non per questo senza colore.
Io ricordo.
Non dimentico mai.
Passando di mano in mano, da un sentimento puro della vita che scorre sempre piano piano.
Anno dopo anno.
Pioggia dopo pioggia.

Magari, sedersi accanto al fuoco e sentire da lingue straniere la vecchia leggenda.
Non certo nel Valhalla, troppo freddo naturalmente.

Ma attorno ad un falò, con i miei padri e le mie madri.
Fino all'inizio dei tempi.
Sentire raccontata, la storia della mia famiglia.
E di come sono finito su questo pianeta.

A caso, ma non per caso.

Eccomi qua.
Here i am.
Diplomatico, ma unilaterale.

Mai con i piedi in due staffe.

Sedendosi sulla pietre e tronchi di legno.
Sentendo il crepitare del fuoco.

I miei antenati, che vivono attraverso i miei occhi.

Raccontare la vecchia favola della vita.


Pace sempre

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