giovedì 21 agosto 2014
Our rule we cannot bend
E pensare che magari in un'universo parallelo siamo tipo due estranei che si conoscono molto bene e che non hanno proprio niente da dirsi, invece no.
Per fortuna siamo qua.
Posizione N non ne ho la minima idea nel sistema solare.
Di sicuro da qualche parte nella via lattea.
Tipo il primo ricordo che ho: luce del pomeriggio tra le tende, risate di bambini, noi vicino ad una panchina.
Non ho la minima idea di quanti secondi siano passati.
Proprio zero.
Tipo una roba come ventisei anni fa.
Paura eh?
Invece eccoci qui.
Ci sarebbe una marea di cose da scrivere, a sa fini non è per niente facile zippare tutti questi n mila giorni in cose a caso.
Ma mi ricordo bene le telefonate del Venerdì di passaggio da Fiumicino.
Fisso entrambi stranieri in terre straniere.
Crollando dal sonno quando eri impegnato a conquistare mezza europa fatta di pixel.
Pilota in seconda di videogiochi.
Facendomi fisso rosicare della testa fissa tra le nuvole.
Guardando lontano.
Poi beh, mi verrebbe da scrivere trentuno ricordi, ma troppo lunga come cosa.
E' tardi e tipo domani dovrei anche alzarmi.
Così posso continuare a cercare di costruire a caso, roba di cemento su fondamenta di cartone.
Decifrando enigmi.
Sbattendo i pugni e la testa.
Solo un altro giorno come tanti.
Però mi tengo questo piano materiale d'esistenza fatto di porte in faccia e zero lire, se posso ritenermi fortunato di sentirmi sempre un bambino di sei anni, con il fratello di otto che giocano con il Commodor 64.
Non facendomi mai sentire da solo.
Il mio primo amico.
Il mio più vecchio amico.
Mio fratello.
Tanti auguri :)
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