giovedì 27 novembre 2014

Cronache di sei ore e qualcosa di sonno


Fisso come sempre sognando di dormire.
Da sveglio è ancora peggio: immaginando di volersi accollassare per vivere altre robe quando si dorme.
Ma non nella vita reale.
Trecentosessantaminuti di inattività e io che pensavo fosse uno stand by vecchio di sette anni.
Invece no, è una roba tipo da televisore in camera, Dm di HL e connessione a scatti,
Giù di lì 1998, non volendo mai dormire.
Perchè?
E' una perdita di tempo, altrochè.
Trecentosesessantaminuti fisso fissando il muro.
O la lava lamp rossa proiettare immagini varie su una stanza arredata a caso.
Ma non per caso ofc.
Forse era meglio non essere connessi, perdendo ormai i propri spazi, una roba di interstizi portata da eccessi.
Te lo giuro.

Robe che paghi due mila lire ogni volta che stai connesso.
Metti i soldi nella cassetta.

Qua tutto si paga.
Mica è gratis.
Sennò ki li paka?

Meglio tornare a non finire di non leggere un libro.
Tanto c'è la luce rossa.
Niente lustrini però per favore.
Non li ho mai sopportati.

Solo una macchia sul muro.
Sbiadendo in fretta,

Poco sonno.
Molto lavoro.

Pazienza.

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