sabato 27 settembre 2014
Mantra dell'antifuturo
Alla fine è così.
Parole ripetute in maniera cantilenante da un sacco di tempo.
Meglio svegliarsi dieci volte dallo stesso sogno, guardare la sveglia e cercare nuovamente di svegliarsi.
Sognando per ore, anche se si dorme da otto minuti.
E il display è sempre sfocato.
Colpa di aver mangiato pesante?
Probabile, però ci sono i dettagli, così nitidi, di una stanza alla periferia della più grande città di un'isola periferica.
E ci sono parole, ormai nella testa.
Sempre e solo nuvole nere.
Citazioni che non mi piacciono di uno scrittore americano, probabilmente sopravvalutato.
Che senso ha allora?
Io proprio non la vedo così, per niente.
Gli ideali non esistono.
Esistono solo le persone.
Partire sconfitto in partenza è stupido, se non si combatte ogni giorno.
Migliorarsi sempre.
Lo stomaco ha bisogno di cibo e il cervello di persone.
Fossimo organismi unicellulari ok.
Ma non è così.
Poi stancandomi fisso a fare sempre lo stesso discorso.
Impossibilità di qualsiasi tipo di programmazione.
Vivendo alla giornata allora, in ogni senso del termine.
Certe volte non è proprio giusto.
Pace
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