giovedì 10 aprile 2014
Alla fine non è importante l'asse di rotazione.
A gravità zero.
Ma devvero.
Andando avanti, seguendo sempre i cicli del satellite più vicino a noi.
Ed eccoci qua.
Destinati ad essere due rette parallele, in due galassie lontane.
Ascoltando solo il rumore dei Quasar, non i respiri.
Invece a caso, ma non per caso eccoci qua.
Eccomi qua eccomi qua eccomi qua.
E allora sei contento E allora sei contento E allora sei contento.
Semplice, come un viaggio spaziale, prendersi per mano e lanciarsi verso l'universo.
Tanto è quello che sappiamo fare: guardare oltre, guardare lontano.
Insieme.
Nei respiri.
La favola della ragazza che non si faceva prendere e del ragazzino in penombra con i pantaloni corti e il cappuccio in testa.
Mi piace continuare a scrivere un altro tipo di storia, giorno per giorno.
Mreo.
Tanti auguri.
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