domenica 19 luglio 2020

Dodicimila e settecento settantacinque giorni



Giorno più o giorno meno.
Non capendo mai gli anni bisestili o tutte quelle altre robe.
Che vanno bene comunque eh.
Non è una lamentela.
Ci mancherebbe.
E ce ne saranno stati una marea di quelli non buoni o semplicemente da dire meh, è andata.
Da mettere nel mucchio.
Quindi oggi, probabilmente, non si avranno molte cose intelligenti da dire.
Però ci si prova, magari anche sbagliando.
Sempre cercando di capire, più o meno, la differenza.
Un bilancio strano, come aver vissuto due vite diverse.
Con nuovi errori e capacità diametralmente opposte.
Come le volontà di costruire ponti, anzichè bruciarli.
Riparando determinate cose.
Fallendo miseramente.
Esagerando poi con iniziative non richieste, fatte semplicemente per tentare di volerci bene.
Ma non importa.
Ormai si hanno meno energie, ma vanno bene molte più altre cose.
Sono ok.
Perchè si segue la corrente scrollando le spalle nei punti dove si tocca.
Quindi tutto a posto.
Davvero.
Pazienza per certe cose.
Come dial up di silenzi vari e monosillabi tirati fuori.
Essendo umano.
Con la sola volontà di fare del bene senza fare alcun male.
Non è proprio possibile.

Mi tengo idranti notturni in parchetti di periferia.
Dolci fatti a mano e canzoni cantate da nipotini.
Piogge improvvise con fughe scanzonate.
Saluti con toccate e fuga.
Sorrisi.
Il rumore della vespa in una città addormentata.

Alla fine, nonostante i rancori vari, conta solo una cosa.
La lezione di un 2019 che ha dato pugni forti.
In questo 2020 proprio rivedibile.

Ed è la solita frase.

Vogliamoci bene.

Davvero.

Tanti auguri a me allora.

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