sabato 28 marzo 2020

Quesiti fondamentali domandati al buio in bagni sgangherati.


Alla fine ci sta anche.
Chiederselo ogni tanto.
In giornate cristallizzate nell'ambra che alla fine sono e basta.
Niente di più.
Quindi non ha molto senso preoccuparsi di determinate cose.
C'era uno spunto interessante però.
Una volta finita questa lontananza che stranamente ci rende più vicini, come torneremo ad essere?
I soliti ad ignorarci per mancanza di tempo e di voglia?
Inventando scuse solo per stabilire priorità.
O tirando fuori dial up di silenzi vari.
Visualizzando da dietro una staccionata.
Oppure niente.
Riprenderemo da capo.
Cioè quelli di prima, con forse più preoccupazioni e le solite miserie.
Realmente.
Non come quello che proietta la rete globale, che ci vuole sempre perfetti.
Anche in periodi folli.
Accettabile anche dormire fino a tardi o vivere come se si fosse sempre in aeroporto.
Continuando a non capire.
Non c'è proprio paura di quello che non c'è.
Semmai di quello che si vede ogni giorno e tornerà prepotentemente fuori.
Appena la civiltà tornerà in piedi e ci vorrà di nuovo bravi, produttivi e consumatori.
Fondamentalmente di stupidaggini.
Alla fine non è nemmeno male non deludere la società per tre o quattro settimane.

Vogliamoci bene allora, almeno questa è una roba che riesce bene.


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