martedì 8 ottobre 2019

Centoquattordicesimo titolo generico.


Alla fine sono solo viaggi a caso.
Che possono durare centodiciotto pagine ( per ora ), oppure, addirittura, 882 post scritti male.
Colmi di errori di grammatica, sintassi, ma soprattutto  di giornate che, probabilmente, sono quasi tutte rivedibili.
Avendo impiegato, tipo, tutte queste rotazioni attorno al sole a cercare di comportarsi in un determinato modo con gli altri membri della propria specie.
Ci sarebbe un elenco lunghissimo fatto di ramoscelli di ulivo vari e dispiaceri sinceri per essere stato programmato male.
Alla fine non si ha neanche le idee troppo chiare su cosa si voglia combinare.
Avendo una visione decisamente intermittente di futuri vari.
Essendoci e no.
Quindi ci sono particolari cantonate, frutto dell'essere buttato un po' a cazzo.
Tremendamente impreparato a società che cambiano troppo in fretta.
Isolazionista digitale, che comunque continua ad inquinare il tutto con stupidaggini casuali.

Ricordi vaghi di cemento spaccato.
Vento sempre.
Stanze silenziose.

Già da lì consapevolezze di inadeguatezza.

Eppure, malandati, ancora in piedi.

Vogliamoci bene.

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