giovedì 15 agosto 2019

Centesimo titolo generico.



Ottocentosessantasettevolte i tasti battuti su questa roba qua.
Arrivando al centesimo titolo generico.
Leggendo qualche post a caso si può cercare di capire quello che passa nella testa bacata della statua di sale che consuma le dita sui tasti.
Un essere umano come tanti.
Non diverso da molti, sicuramente peggiore di altri.
Fisso cercando di fare del proprio meglio.
Che non è un granchè, ma va beh.
Sono passate tante case, tanti sogni, tante vite.
Come se non fosse neanche la propria.
Addirittura, avendo il terrore di scrivere in prima persona.
Continuando in una sorta di esilio digitale.
Ossessionato un po' dal tempo.
Non in negativo, ma semplicemente parlando chiaramente di frammenti.
Di sè.
Lasciati sparsi per ogni posto visitato.
Avendo solo la consapevolezza che certe robe sono andate così.
Fa impressione vederci così invecchiati, ma è inevitabile no?
Guardando le foto dove non esistevano ancora titoli generici, ma eravamo solo noi: senza grandi pensieri.
Eppure siamo qua, con i tentativi disperati di volerci bene, possibilmente senza fare alcun male.
Ed è dal primo titolo generico, nove mesi, che si lancia questa crociata già persa in partenza.

" Vogliamoci bene. "

Ma si.
Pazienza se ci siamo usati, feriti, umiliati, presi in giro, dimenticati, messi da parte, spariti, negati.
Quello che vi pare.

Tutto è perdonato.
Non avendo proprio più voglia di stare appresso a certe cose.
Fare questo viaggio assieme, finchè dura.

Vogliamoci bene.

Buon centesimo titolo generico.

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