martedì 13 agosto 2019

Novantottesimo titolo generico.


Andando indietro nel tempo.
Come sempre.
Non essendo un Navigator del film anni 80', figuriamoci le figure ridicole frutto di situazioni totalmente disastrate.
Parola vera.
Perchè si ha la tendenza, terribilmente vana, a non vedere più il tempo come una linea retta, ma come una serie di robe contemporanee.
Alla maniera Tralafamadoriana, naturalmente.
Anche quando si ha la tendenza a mettersi nello stesso posto di qualsiasi spiaggia.
E ci sono tante cose che mancano.
Come Cd con l'anti-shock, bestemmiati talmente tanto da non funzionare più.
Dediche varie di testi scritti su fogli di carta a quadretti.
E videogiochi spediti con posta ordinaria.
Anche locandine di film.
Quanta musica passata.
" Ma in finale tu quanto c'hai? "
Almeno sono tutti frammenti fusi in una sola soluzione,
Quando si fa a gara a mettere canzoni formative.
Ascoltate mazzi di rotazioni su se stesse, figuriamoci attorno al sole.
E dopo tutto questo tempo si ha solo uno stile di vita assolutamente rivedibile.
Che proprio non cambia.
Altrochè fare Km a zaino in spalla.
Camminando sgangheratamente per le vie della città.
Strascicando i piedi.
Sbandando anche.
Quello sempre.
Non perdendo le cose importanti nelle tasche dei pantaloni larghi.
Che sono comunque fuori moda e un disastro come tutto il resto.

Ma va bene così.

Perchè sono storie Zen per arrivare in vetta.
Forse è proprio vero che non cambiamo mai.
E meno male.

Vogliamoci bene.

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