giovedì 18 luglio 2019

Ottantasettesimo titolo generico.


E quindi.
Ci sono ginocchia più a pezzi di scarpe rotte.
Si cammina comunque in salita strascicando la gamba.
Un po' come le avventure varie, più o meno semiserie in questi Dodicimila e Quattrocento Dieci giorni circa.
E sono circa 297.840 ore.
Quante di queste sono state sprecate?
Tantissime alla fine.
Però si cerca di non passarne, più, neanche una incazzati.
Ed è vero che ci sono stati due anni del tutto rivedibili, fatti di paura pura di alzarsi in piedi.
Figurarsi di rivolgere parole alle persone.
Non certo continuativi, ma sparsi in questi trentaquattro due più o meno si.
Brutti.
Ma come dicevano gli abitanti di Tralfamadore: è meglio ignorare i momenti brutti e concentrarsi su quelli belli.
Così da non intuire più la realtà come una linea retta, ma tutte le cose in contemporanea.
Ed è vero che si ha una visione del tempo decisamente umana.
In fondo è quello che siamo.
Esseri umani.
Che prendiamo più o meno cantonate spesso.
Ma non esiste nessuno del tutto cattivo o del tutto buono.
Solo persone.

Quindi, beh, nonostante tutta la merda che come scimmie ci siamo tirati addosso.
Vogliamoci bene, ok?

Personalmente lo farò e dirò.
A me va bene così.
Volevervi così tanto bene, da non parlare più nel Blog in terza persona.

Addirittura questo.

Vogliamoci bene.

Davvero.

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