sabato 4 giugno 2016

Saga ampiamente stonata e sgrammaticata, di un essere umano con limitate capacità di focalizzare i pensieri su accadimenti avvenuti pochi minuti prima.


Na vita a pantaloni consumati dali troppi lavaggi e scarpe per fare determinate discipline su quattro ruote che puntualmente vengono distrutte al lato destro.
Sarà il modo di camminare.
Strascicando, ondeggiando.
Calpestando fisso cemento con mazzi di km e roba dentro che alla fine viene puntualmente dimenticata.
Tipo la giornata di ieri.
O ancora.
Un po' fondendosi con estati che sembrano quasi tutte uguali, ma assolutamente non nel senso negativo del termine.
Guardando fisso con gli stessi occhi granelli di sabbia.
Perchè, in fondo, c'è un legame indissolubile fatto con confini geografici ben delimitati.
Il piacere del vedere amici di sempre.
Anche se forse, spesso, sentendosi inadeguato in quanto assenza materiale di sofisticatezza.
Rimanendo eternamente il solito cassonetto a cui piace sbidonarsi a 70 metri da casa.
Naturalmente in determinati periodi dell'anno.
S'intende.
Allora tutto ok.
Non c'è niente di cui preoccuparsi.

Per sempre anima semplice.

Pace sempre.

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