giovedì 30 giugno 2016

Day 6: Menare fortissimo sistemi ben remunerati e organizzati come se fosse il bancone di un chiosco bar durante l'ora di punta. Scimmie ammaestrate.


Non odiandoli eh..
Sia chiaro.
Non è certo una questione di categoria professionale eh.
Essendoci senza dubbio i figli e figliocci.
E non provate a negarlo.
Basta una telefonata all'amico primario e arriva facilmente il permesso.
Agli altri?
Negato ovviamente, perdi la precedenza poi.
Devi rimanere che forse ti operano tra tre giorni e non puoi andare in permesso.
Quindi ricapitoliamo, essendo ormai anche dei burocrati 2.0.
Tu si.
Tu no.
Avanti il prossimo, c'è contabilità da fare.
Non discutendo di sicuro tutte la grandi capacità studiate sui libri o tramandate direttamente.
Ci mancherebbe.
Quello proprio è inattaccabile.
Ma la gestione umana è pessima.
E' innegabile che quando si è inchiodati ad un letto si diventi solo un numero.
Ma dove regna l'anarchia e le mancanze di risposte, si inizia a ringhiare forte.
Mancanza totale di comunicazione tra i reparti.
Mancanza totale di chiarimenti.

Dammi il nome.
Dammi il numero.

Essendo semplicemente una cartella.

Tieniti le tue ossa rotte.

Il giorno sesto si conclude tentando, vanamente, di sbollire rosicate, di quelle che fanno cadere malamente la pelle della faccia.

Diventando una iena.
Roba da nascondere la testa sotto la sabbia.
Cacciando via tutti a colpi di rosicate.
Per rimanere da solo e toccare il fondo.
Come sempre.
Forse non è tipo roba dell'ospedale e tutto il resto.
Essendo probabilmente così.

Sperando di no.

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