giovedì 30 giugno 2016

Day 5: Tentativi vari di eugenetiche casuali nelle prime ore del mattino.


Essendo solamente un ex pirata spezzato e completamente al verde.
Senza tasche nemmeno per mettere gli spiccioli.
Zampettando senza dolore su mattonelle crepate, per andare in giro alla macchina del caffè.
Dopo tipo mezz'ora di sonno in totale.
Urla che penetrano anche le cuffie.
Gente arrivata al capolinea di testa e di ossa.

" VIVIANA "
" BRUNO, O BRUNO "
" ACQUA "
" AIUTO "
" OH, OOOH "

E così via per circa sei o sette ore.
Scambiando l'ordine delle parole e mischiandole a seconda dell'umore.
O di quello che c'è bruciato in testa.
Certo, magari le ossa si risaldano.
E daranno solo qualche problema vario in futuro.
Ma quando la testa è proprio partita, non c'è nè.
Non volendo di certo con tutte le forze essere così.
A urla nella notte.
Tenendo sveglie cinquanta persone.
Per cosa?
E' la regola della casa del dolore.
Qualcuno è sempre più a pezzi di te.
E allora non serve mettere una playlist che duri parecchie ore.
Perchè ormai è di sottofondo.
Entrato nel cervello.
Ad intervalli di tempo di tre secondi.
Grido dopo grido.
Manco si sforza di suonare il campanello.

Piuttosto che così, meglio nulla.
Seriamente.

Il giorno quinto si conclude senza prendere sonno per nemmeno un minuto.

Non c'è niente da fare.

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