sabato 17 novembre 2018
Segnali ritmati, spesso monotematici. Sicuramente frutto di radio lasciate accese che mandano SOS vari fuori dal tempo.
Rimanendo in piedi.
Un pugile suonato.
Eppure sempre a testa alta.
Nonostante tutto.
Fedeli a se stessi.
Ad imparanoiarsi perchè sono passati mazzi di anni.
Tutto finisce.
E non c'è molto altro da aggiungere.
Perchè è così.
Sempre vero.
Un po' come diceva il saggio.
Ed è così.
Una maledizione incredibile.
Rimanendo fedeli ad un ideale, seppure vago, di forma mentis.
A volte è necessario il bianco o il nero.
Su determinate cose.
Quindi non è che ci sia molto da dire.
Anche se è una vita clamorosamente disastrata.
Fatta di passi strascicati.
Ovunque.
Sul solito cemento.
E si va.
Sempre come un automa che ormai non ha più la vaga idea di quale sia la sua missione.
Ma solo di tutti gli obbiettivamente falliti.
Resuscitato da pezzi talmente incredibili da essere assurdi.
Come se non fosse mai successo niente.
Parola vera.
Devastando anni di aridità e merda varia.
Rinascendo sempre in pochi minuti.
Dimenticando, distrattamente, catastrofi assolute.
Quando ci si concentra sui sassolini, vengono dimenticate le montagne scalate.
Clamorosamente vero.
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