venerdì 16 settembre 2016
Essendo una sentinella disattenta in processi di evoluzione non del tutto casuali, ma che portano a conclusioni più o meno girotondesche. Com'era quella canzone?
Secchiate d'acqua e cicloni vari.
Con sempre la voglia di sistemare le cose sparse in giro, un po' per mettere ordine nella propria esistenza.
Anche se si parla prepotentemente di un appartamento vuoto, che è andata alla come viene come sempre, ma che alla fine è stato più o meno un'avventura.
Per un qualcosa che era rimasto impolverato ed abbandonato, tramite sudore fai da te è tornato più o meno vivibile.
Cose ad cazzum, ma orgogliosamente in una maniera sola.
Diretta.
Fisso così.
Certo, quello pareva un garage primo e che importa dei pezzi di carta dal valore nominale quando si trasforma qualcosa.
Tirando via dalle pareti nicotina del ingiallita del 1973.
Ed essere quasi in una sorta di loop spazio temporale, accanito protagonista del gioco dell'oca della vita parte cinquantaquattro.
Girando bendato trecentosessantacinque volte, per essere nuovamente come prima.
Eterna battaglia contro lo stare parcheggiato.
Quasi come tornare sui banchi di scuola.
E chi si ricorda.
Di certo, poteva andare diversamente.
Ma sticazzi oh, son pezzi di carta.
Dai.
Fai il serio.
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