martedì 10 aprile 2012
Puzzle di pixel di occhi scuri e craniate al monitor
Note e parole che non se ne vanno.
In giro in questa testa da tipo stamattina.
O da ieri?
No era forse l'altro ieri notte.
Si era tipo domenica credo.
Roba da telepatia, ma te lo giuro.
C' ho la confusione mentale parte ventordici non lo so proprio.
E' a caso.
Però vedo immagini di treni, di sole e complessi nuragici.
E non va via proprio come canzone.
E' così e basta oh.
Magari dormendo sparisce si?
Invece no.
Sogno il sole e biglietti aerei.
Mi toccherà prendere Alitalia, alle nove del mattino.
Ancora una trentina di ore circa.
Quindi boh, batticuore e qualcosa quando respiro.
Si riparte.
Come sempre.
Intanto i pixel dello schermo di sto portatile diventano tipo le tue labbra.
Morbide.
Mi sorridono.
E io vedo solo quello.
Non capisco altro.
Posso dirtelo?
Mi piacciano.
Ma mi pare di avertelo già detto, così sono a posto. Non devo rivelare altre cose che alla fine tengo nascoste, ma siccome ho il cervello troppo ridicolo finisco per dimenticarmele.
Ma almeno è come se le riscoprissi ogni volta se guardo te no?
Almeno credo.
Ho voglia di parlarti per ore con accenti incasinati.
Parlo a caso come respiro.
Sono un intreccio di slang che alla fine non capirò nemmeno io.
Ma farò finta di capirci qualcosa.
Ecco adesso nello schermo appaiono occhi scuri, cerchiati di nero.
Te l'ho già detto che mi piacciono?
Si questo si, sicuramente.
Te lo ripeto.
Non mi stanco, certo non è la stessa cosa che dirtelo.
Ma minimo se te lo dico ridendo, pensi che io ti stia prendendo per il culo.
Non è così dai.
E' l'accento che mi rende strafottente.
Ma son tranquillo quando mi ricordo le cose, giuro.
Intanto sto zitto e prendo a craniate il muro.
Adesso non fa.
Certe cose van dette al buio.
A voce.
Magari abbracciati.
Ecco si.
Andrebbe già meglio.
Non ho le braccia abbastanza lunghe per quanto?
Mille, duemila chilometri?
E' perchè non esiste il teletrasporto, te lo dico io.
Intanto ho aerei da prendere, bagagli da fare e vita da riorganizzare.
Scappo sempre nel bunker e poi mi tocca tornare fuori allo scoperto per la battaglia.
Alla fine sono un ex soldato nella guerra della vita.
Non prendo più ordini, eseguo soltanto un piano strategico messo su alla cazzo in una notte d'estate.
Un don chisciotte, ma forse per la fisionomia sarei più sancho panza.
Anche perchè era in groppa ad un asinello.
Li preferisco, meno vistosi.
Così sto più in disparte a farmi i fatti miei.
Rimanendo in fissa con gli occhi tuoi.
Che ci posso fare?
Mi piacciono.
Merda.
Ho voglia di parlarti
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