venerdì 24 febbraio 2012
Se vuoi, pensaci per venti piani
Il ragazzo filippino vestito di rosso s'inchinò leggermente appena lei arrivò davanti alle porte dorate dell'ascensore.
Le impedì di premere il bottone della chiamata e con l'ombra leggera di un sorriso s'inchinò di nuovo, poi rimase impassibile.
Viola si ancora sentiva allucinata, iniziava ad essere un po' tesa per affrontare quella selva di reporter d'assalto assetati di notizie.
L'avrebbero incalzata alla minima esitazione, registrando tutto negli impianti olo-sintetici direttamente connessi con tutti i network e la rete globale.
Lei una perfetta sconosciuta a fare da portavoce ad uno dei registi-politici più controversi degli ultimi anni.
Doveva essere per forza uno scherzo.
La porta dell'ascensore si aprì con un fruscio e all'interno un giovane di etnia mongola fece un lieve inchino.
Aveva due cicatrici rituali sugli zigomi e tutto l'aspetto di chi discende da Gengis Khan ed è appena sceso da cavallo.
Anche lui s'inchinò, però più profondamente.
Viola sorrise leggermente e disse " Primo piano ".
Lui rimase in silenzio e premette il bottone trasparente.
Si sentiva solo il ronzio dell'ascensore che iniziava la sua discesa.
Ripassò mentalmente l'incontro con il magnate:
Una giovane ragazza cinese l'aveva truccata leggermente di nero e viola mentre la donna di nome Sky le sceglieva un completo nero asiatico con il colletto alla coreana.
Viola ci rimase un po' male visto che non le piaceva per niente. Sinceramente avrebbe preferito curare lo stile a modo suo, ma quella era un'occasione ufficiale ed era soprattutto il primo giorno di lavoro, non poteva iniziare a sindacare subito.
Pazienza.
Inoltre le raccolsero i capelli scuri all'insù in una coda a cipolla, dandole un aria sempre più ufficiale da tenente della Gestapo.
" Stai calma ragazza, stai calma. " Mormorò dentro di sè.
Sky fece quattro passi indietro e la squadrò
" Perfetta, tra due minuti sarà in contatto con il signor Giannakopulos, mi raccomando ascolti bene tutto quello che le dice, è un uomo molto preciso. Non si preoccupi, non è così terribile come lo descrivono. "
Entrambe le donne uscirono dalla stanza, lasciandola sola seduta sulla morbida poltrona di pelle rossa.
Era la prima volta che si sedeva su una poltrona non sintetica, aveva quasi paura di rovinarla muovendosi.
Iniziò a sudare e a muovere ritmicamente il ginocchio.
Aveva una voglia folle di mordicchiarsi le unghie, ma avrebbero rovinato il lavoro fatto dalla ragazza cinese, non riusciva a stare ferma sistemandosi prima le lunghe calze nere e il reggiseno.
Per interminabili secondi era tornata la studentessa insicura e in agitazione.
Il televisore si accese di colpo ed apparve l'imponente figura di Kostas Giannakopulos il maestro.
Era un uomo alto, vestito con un abito tradizionale Creto-Cipriota, aveva i capelli ormai grigi ed un volto severo.
La barba brizzolata e ben curata gli dava un tono d'autorità simile a quella di un professore o di un colonnello dell'esercito anche il portamento era simile.
L'uomo era in piedi davanti ad una vetrata che lasciava intravvedere l'azzurro chiaro del mare e più in basso poteva intravvedere le bianche casette dei pescatori e un piccolo molo.
O forse l'aveva immaginavo, ma non riusciva a smettere di esser nervosa.
Kostas si tolse gli occhiali da vista ( un modello tibetano del secolo scorso) e chiuse per un momento gli occhi, poi sorrise.
Questa la sciolse un pochino.
" Buongiorno signorina Viola Valmarana, com'è andato il volo "
Lei rispose con un sorriso raggiante " Bene, buongiorno...Ecco io prima di tutto volevo ringraziarla per quest'enorme opportunità, mi perdonerà la sfacciataggine, ma perchè io? "
L'uomo rise di cuore " Perchè lei? E perchè chiunque altro, è così importante il motivo?"
Viola alzò gli occhi per una frazione di secondo " Bhe, non saprei. Credo di si"
" Mia cara signorina, tutto quello che conta è che Io ho scelto lei, ed ora è seduta comodamente nella capitale del sud Europa, il resto non conta. Le basti sapere che sono rimasto colpito dalla determinazione con cui ha affrontato il tirocinio lavorativo ad uno dei network di E-News " Tweet Federativi " in mio possesso.
No, non si preoccupi nessuno sa veramente che ne sono l'azionista di maggioranza, come mi aveva definito nell'articolo di due settimane fa? "
La ragazza tremò leggermente, il cuore pompava sangue nelle vene a trecentomila chilometri al secondo.
" Visionario e geniale. Ma che dovrebbe piantarla di starnazzare in politica. " Disse quasi in un sibilo.
Lei abbassò lo sguardo involontariamente.
Giannakopulos rimase serio, poi scoppiò in una risata fragorosa.
" Vede? Apprezzo la sincerità, sempre. Detesto la mancanza di coraggio nei miei collaboratori."
Viola sorrise.
" Ma ora torniamo a noi. Io sono bloccato qua a Kydonia, la mia città natale, per preparare il discorso che terrò al parlamento della federazione. Il mio sarà un atto di denuncia del terribile signoraggio economico di cui è vittima il nostro stato federale: non accetteremo altri sacrifici, questo è sicuro. Inoltre il nostro movimento è sempre stato pacifico e non violento e pro federazione, vogliamo solo l'autonomia che ci spetta. Ho notizie certe che un'altro gruppo paramilitare vuole compiere degli attentati per screditarci, so anche la provenienza di questi " nuovi balentes " così si fanno chiamare. "
Fece una pausa per rimettersi gli occhiali.
" Incolperanno noi, per distogliere l'attenzione sul loro progetto separatista, colpiranno probabilmente l'aeroporto della capitale del Sud-Europa con esplosivi e probabilmente un gas tossico chiamato " Perla " pericoloso quanto il nervino, se non di più. Io voglio che lei dia questa notizia ai giornali. I nemici della federazione sono i NB, non noi del movimento " Figli dell'ellenismo illuminato. Ha capito?"
Viola annuì meccanicamente come quando era al liceo e non aveva capito granchè.
" Ora la devo lasciare signorina, la sua conferenza stampa inizierà tra 10 minuti, le auguro buona fortuna. Sono sicuro non mi deluderà. Arrivederci."
Il televisore si spense con un ronzio impercettibile, lei rimase qualche secondo in silenzio affondando le dita nella poltrona.
Aveva una serie di sigle in testa e le idee poco chiare, inoltre Kostas aveva parlato come un tornado, impedendole di chiedere spiegazioni.
Ma non voleva farsi buttare fuori e annuì decisa respirando profondamente.
Era pronta.
Tutto questo le tornò in testa alla velocità fast forward quando vide il display dell'ascensore segnare il piano 1.
Fece un sorriso al giovane mongolo vicino ai pulsanti e all'uscita dalla cabina le venne incontro il signor Belletti.
" E' pronta? Questo vestito le sta d'incanto " Lei notò una lieve tensione nella sua voce, impercettibile certo però per una frazione di secondo l'aveva captata.
Lei sorrise spalancando i suoi occhi verdi grandi grandi " Prontissima "
" Bene io le siederò accanto, però sarà solo lei a parlare, da questa parte facciamoci largo tra questa folla di iene."
Lei annuì e ad ogni passo leggero fatto sugli enormi tappeti georgiani, sentiva incessante il carrello delle macchine fotografiche automatiche e digitali, ma sopratutto la babele di voci straniere che l'attendevano.
Era pronta a farsi valere.
( parte 3, continuerà nella parte 4? Booooooooh. Pace a mazzi cmq )
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