mercoledì 29 febbraio 2012

Pixel a sorpresa rubati dagli anni 80'


Quando mise piede per la prima volta nella sala ALEF al primo piano, ebbe come la sensazione di essere dentro un sogno comico: si immaginava in mutande nella sua aula di liceo, i compagni che la indicavano con il dito ridendole in faccia.
Provò la stessa cosa vedendo quella schiera di crudeli reporter d'assalto assetati di notizie.
Alcuni fecero dei sorrisini quando la videro.
Altri spallucce e toccatine di gomito tra di loro.
Ma quando alzò gli occhi distogliendoli dalla morbida moquette rossa con ricami Uzbeki fu quasi contenta che la maggior parte si fosse limitata ad ignorarla e basta.
Era davvero tornata nei corridoi di scuola.
Si fece coraggio e puntò dritta verso la scrivania di Tek Javanese scura, due poltrone nere erano accostate al muro e sul tavolo solo alcuni fogli sparsi e una bottiglietta d'acqua.
La folta platea di giornalisti era seduta su delle sedie rosse, ai lati c'erano alcuni cameraman in piedi, per fare delle riprese fisse.
Quasi tutti i reporter portavano però degli innesti ottici per registrare, sicuramente collegati direttamente con la rete globale tramite modem-sotto ossei.
Il giornalismo si era evoluto come tutte le altre cose.
Ogni movimento era direttamente catturato dalla retina e sparato in rete, condiviso in tempo reale senza la possibilità di editare.
La carta stampata era morta.
Nessuno leggeva più simili reperti da museo ormai, con il crollo dei prezzi dei potenziamenti neurali e oculari la gente ormai preferiva sfogliare il quotidiano online direttamente chiudendo gli occhi con delle micro immagini che venivano proiettate direttamente nei nervi ottici.
Qualcuno però resisteva ancora.
Un vezzo da eccentrico leggere un pezzo di carta che il giorno dopo sarebbe stato perfettamente inutile.
Ma era sempre una prova tangibile.
Le mole di dati che vagavano nella rete potevano tranquillamente essere manipolati o semplicemente cancellati con un click.
Forse anche questo era un motivo che l'avevano spinta a non impiantarsi mai niente.
Meglio così al naturale.
Mentre rifletteva sull'evoluzione frenetica della società prese posto dietro la scrivania e sentì la mano di Belletti toccarle leggermente il gomito.
" Tutto a posto ok? "
Lei sorrise spalancando i due smeraldi grezzi che aveva al posto degl'occhi.
Belletti premette il pulsante viola alla base del microfono.
" Bene possiamo iniziare, silenzio per favore. Facciamo un po' d'ordine."
Fece una pausa, sicuramente studiata.
" Come sapete bene, il signor Kostas Giannakopulos non può rispondere alle vostre domande perchè bloccato da affari urgenti del partito nella sua città natale. Sono certo che la maggior parte dei vostri colleghi sia già in viaggio per Creta, però visto che siete stati così gentili da presentarvi ugualmente, risponderemo alle vostre domande. "
Belletti posò una mano sulla spalla di Viola.
" Questa giovane signorina è la portavoce ufficiale del signor Giannakopulos, tutto quello che dirà rispecchierà esattamente il pensiero del leader del FIDEI. Prego. "
Viola sorrise e premette il pulsante alla base del microfono.
" Bene....i.....con...t...os.."
Subito si alzò un brusio di protesta e anche qualche risata.
" VOCE, NON SI SENTE NEANCHE CON GLI AMPLIFICATORI UDITIVI " Urlò un reporter di colore obeso seduto in seconda fila, suscitando l'ilarità generale.
Viola inizò a tremare e a sudare leggermente dalla schiena.
Con dita incerte spense e riaccese il microfono.
" Ora così va..m..glio? "
Due uomini vestiti da Tuareg, risero e si alzarono dall'ultima fila uscendo dalla stanza, alcuni li imitarono.
C'era una sorta di scetticismo generale verso quella ragazzina alle prese con problemi tecnici, il brusio nella sala aumentò.
Belletti si alzò dal suo posto facendo sedere Viola vicino al microfono.
Le tremavano le gambe e approfittò del cambio di sedia per bere un sorso d'acqua.
" Ora si sente? "
Alcuni applausi dalla platea e vari SI detti in diverse lingue.
Viola lanciò delle fugaci occhiate al pubblico in sala, i volti e le persone non le rimasero impresse nella mente.
Scappavano via da un secondo all'altro.
Un effetto della memoria a breve termine che per colpa della tensione non registrava i dettagli e tendeva subito ad eliminarli.
Un po' come il non ricordarsi in che posto si fosse stati seduti a tavola.
Scosse lentamente il capo e sorrise.
" Bene dopo questi problemi, per altro evitabili, sono pronta a fare alcune dichiarazioni come se venissero pronunciate dal signor Giannakopulos in persona. Le domande dopo e NO gradirei non essere interrotta. "
Fulminò con lo sguardo un cronista sud europeo in seconda fila che stava già alzando la mano.
Passate le insicurezze iniziali era tornata la tigre lavorativa che era sempre stata.
Soddisfatta fece un'altra breve pausa per bere un sorso d'acqua.
Giusto per lasciarli rosolare sulla graticola.
Poi si schiarì la voce e iniziò:
" Sono qui oggi in qualità di portavoce del signor Giannakopulos per fare due importanti dichiarazioni: la prima è che il FIDEI non è più disposto a tollerare i metodi neofeudali usati dalla federazione europea. Il distretto del sud est mediterraneo conta sessantacinque milioni di elettori e non rimarranno immobili a subire decisioni prese lontano dalla loro realtà. "
Erano queste le cifre che più o meno si ricordava, le aveva lette sull'aereo mentre sfogliava annoiata una rivista portatale da una hostess.
Doveva saper improvvisare, quasi iniziò a prenderci gusto vedendo questa selva di giornalisti d'assalto pendere letteralmente dalle sue labbra.
" Ma questo sicuramente lo saprete già, infatti il leader del FIDEI sta preparando un duro discorso che presenterà al parlamento centrale della federazione. Quello che non sapete è il grave atto di denuncia che sto per fare: un complotto proprio contro il partito del signor Giannakopulos. Fonti certe dicono che un movimento separatista chiamato " Nuovi Balentes " ha in programma di compiere un attentato all'aeroporto della capitale del sud Europa, scaricando direttamente la colpa su tutto il partito. "
Vi fu un vociare confuso, mani alzate e scatti di obbiettivi dagli impianti oculari.
Un giovane cronista si alzò in piedi, parlava l'europeo con accento delle Isole britanniche.
" Adam Vokes di Fortress Europe. Ci potrebbe spiegare meglio chi sono questi sedicenti Nuovi Balentes? Qua nessuno ne ha mai sentito parlare, non è che sono un'altra invenzione del suo regista? Magari qualche vecchia sceneggiatura scartata?"
Il cuore di Viola iniziò a battere all'impazzata: non ne aveva la minima idea di chi fossero, salvo quelle poche informazioni captate neanche venti minuti fa.
Fece una breve smorfia e disse
" Non sono qua per tenere una lezione di politica contemporanea, sono certa che alcuni suoi colleghi più informati le sapranno spiegare bene la situazione. Prossima domanda. "
Risatine generali, il reporter nord europeo si sedette umiliato e rimase in silenzio.
Prese la parola un giornalista asiatico che spiegò brevemente la storia dei NB: una cellula di un movimento politico indipendentista isolano che si era distaccata dal partito maggiore per entrare in clandestinità.
La solita roba.
" Quando avranno intenzione di colpire? " Chiese uno calvo con l'accento Ovest europeo.
Qui intervenne il signor Belletti e la cosa la innervosì un pochino
" Stiamo discutendo di questo con le autorità della federazione, non possiamo dire altro. La conferenza stampa è finita. "
Viola finì l'acqua in bottiglietta e si alzò passando tra il mucchio di cronisti che cercava di strapparle qualche altra dichiarazione, ma Sky le venne prontamente incontro scortandola all'ascensore.
Il ragazzo mongolo era sempre al suo posto e con il solito inchino l'accolse nella cabina.
Sky le era affianco e le sorrise.
" Com'è andata? "
" Non ne ho idea, sono drogata d'adrenalina "
" E' un bene "
" Mica tanto, sono il tipo di ragazza che si ubriaca con mezzo bicchiere di vino bianco, tutte queste sostanze prodotte dal mio cervello mi stanno facendo male. "
Sky le posò una mano sulla spalla " Le manderemo un dottore se ne ha bisogno "
Viola sorrise spalancando gli occhi grandi grandi " No no, mi basta solo sdraiarmi sul divano e non pensare a niente.
La donna annuì pensierosa, poi disse
" Hanno chiamato dall'aeroporto "
Il cuore di Viola si fermò all'istante.

Un attentato?
Esplosivo?
Gas?
Avevano già colpito?
L'avrebbero tempestata ancora di domande o forse l'avrebbe addirittura interrogata la polizia federale.
" Cos'è successo?" Chiese con un filo di voce

Sky sorrise " Hanno ritrovato il suo bagaglio "

( fine capt 4, non l'ho riletto perchè è tardi. Chissà se uscirà mai il capitolo 5. BOOOH )

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