mercoledì 15 febbraio 2012
15 Secondi alla diretta. Le domande dopo.
Appena il fattorino aprì la porta della camera 327 lei rimase quasi senza fiato.
Uno strano sorriso da Gioconda le illuminò il viso mentre cercava di nascondere l'emozione.
Era la stanza più grande che avesse mai visto.
In fondo grandi vetrate le regalavano la splendida panoramica della capitale del sud europa, con l'enorme cupola bianca scintillante che svettava tra i grattacieli come un diamante.
Sul pavimento ovunque tappeti nuovi stile Neo-Armeno e i mobili di tek Cambogiano la fecero sentire quasi come se stesse volando dall'altra parte del mondo.
O forse era solo effetto del jet-lag.
Il fattorino ovest-europeo dalla carnagione scura fece un cenno con il capo e si allontanò non aspettandosi alcuna mancia: l'avevano già ricompensato solo per il fatto di averla accompagnata al piano.
Lei chiuse la porta alle sue spalle e si mise a ridere quasi come se fosse ubriaca.
Si tolse il cappello nero e gli occhiali da sole poggiandoli su un tavolino e passò una mano sui divani rivestiti di broccato in stile portoghese.
Ricami d'oro e argento componevano disegni lusitani dalle forme geometriche deliranti.
Si sedette sul divano " Ma sta succedendo proprio a me? "
Quasi non ci credeva.
Passare dalla più totale precarietà fatta di lavori saltuari a questo impiego incredibile e pensare che non aveva fatto nessun colloquio.
Le avevano faxato i termini del contratto con la sola richiesta di accettare tutti i punti di non divulgazione, una firmetta digitale ed era saltata nel vecchio continente per un'avventura che poteva sistemarla in un paio d'anni:
Addetta stampa.
Di Kostas Giannakopulos, il regista / miliardario del sud-est europa.
Lei aveva visto quasi tutti i suoi film, di un realismo agghiacciante unito ad esplosioni deliranti di significati trance e neo-classici dell'antichità.
Un suo ragazzo una volta vedendo uno di quei film aveva vomitato, costringendola ad uscire dalla sala a metà proiezione.
I suoi film non erano per tutti.
Un un delirio d'immagini che rimanevano impresse nella retina a ritmo frenetico, come un messaggio subliminale fatto da un paziente di un ospedale psichiatrico, il tutto unito ad una musica marziale, ma la critica lo amava.
Lei aveva cercato come meglio poteva di scriverci una tesi quando studiava Storia Contemporanea del Cinema e si era guadagnata qualche soldo con alcune recensioni per un pidocchioso E-News su quello che riteneva il capolavoro assoluto.
" Clown in città "
Poi Giannkopulos era entrato in politica, sfruttando il suo enorme patrimonio familiare aveva guadagnato un seggio al parlamento della federazione europea.
Il suo era un movimento etno-autonomista anti-bancario.
Molto discusso.
Ma anche molto seguito.
A lei non importava di politica, anzi ad esser sincera non ci capiva granchè, era regolarmente una cittadina della federazione europea, ma proprio un po' fuori dal mondo per queste cose.
A lei interessava il cinema.
E scrivere.
E anche l'opportunità di fare carriera.
Il resto sarebbe venuto da sè.
Si tolse le scarpe e scalza si avvicinò alla parete dove un enorme televisore a impulsi occupava metà dello spazio disponibile.
Con un toccò si attivò mandando immagini del " Messaggero " uno degli ultimi film di Kostas, lei l'aveva visto almeno sette volte.
Ridacchiò avvicinandosi alla porta a destra, girò la maniglia e un enorme bagno le si mostrò in tutto il sui splendore: vasca, idromassaggio, ovunque specchi.
Non ci poteva credere.
Sentì bussare e corse verso l'ingresso quasi inciampando nei tappeti, si lasciò sfuggire una piccola imprecazione nel suo dialetto, era scalza.
La solita figura da cretina.
" Si ? "
" Signorina le ho portato il resto dei suoi bagagli e le voglio presentare due suoi collaboratori. "
Era l'autista, che entrò con quattro buste piene di vestiti, comprate ancor prima di andare all'albergo, lei aveva insistito.
Insieme all'orientale entrarono un uomo e una donna.
Lui si presentò come Xavier Belletti assistente personale di Giannakopulos e riferimento di tutto i dipendenti. Era un uomo di mezz'età dalla carnagione bronzea, ancora giovane, vestito alla moda di Togliattigrad: portava un enorme anello d'oro legato con una catenina al collo, unico vezzo visibile, per il resto sembrava esser uscito da un'accademia militare.
La donna disse solo di chiamarsi Sky e aveva un microfono attaccato all'orecchio destro e una piccola videocamera impiantata nell'occhio sinistro, per il resto sembrava una normale impiegata dall'età indefinibile.
" Buongiorno, com'è andato il viaggio? " Chiese lui.
Lei spalancò i suoi occhi verdi grandi grandi e disse " Beh si, tutto è perfetto da non sembrare nemmeno vero. Quando posso iniziare a lavorare?"
Sky e Belletti sorrisero " Lo sta già facendo. "
" Prego? "
" Il signor Giannakopulos non può essere qua, problemi con gli aerei, le spiegherà lui in seguito. Ci collegheremo con lui tra 10 minuti, Sky sarà qui per prepararla per la videoconferenza. "
La donna sorrise.
" Videoconferenza? Ma per cosa? "
Belletti alzò per una frazione di secondo gli occhi verso il soffitto, ma si ricompose immediatamente sorridendo in maniera calorosa " Questo noi non possiamo saperlo, è una conversazione privata che avrà con il nostro datore di lavoro, anche se credo voglia istruirla personalmente sulla conferenza stampa che lei dovrà presenziare tra..." l'uomo guardò il quadrante di un orologio militare in acciaio "...circa sessanta minuti. I giornalisti stanno aspettando nella Sala Alef al pianterreno. "
Lei aprì leggermente la bocca e scosse lievemente la testa, iniziò a sentire il battito accelerato e una leggera sudorazione ai palmi delle mani.
" Credo di non capire..."
Belletti battè le mani abbronzate " Beh lei è qui da poche ore, ma è già stata promossa: è la nuova portavoce ufficiale del signor Kostas Giannakopulos. "
Viola quasi svenne
( continua? dipende dall'ispirazione yo )
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