sabato 3 dicembre 2011

Mi piacerebbe regalarti un paio di scarpette rosse




Eh si.
Quando la delicatezza spezza il cuore.
I particolari minuscoli non li noti, devi concentrarti, a molti sfuggono.
Ma rimangono stampati nella retina.
E strisciano piano piano, arrivando al cervello.
Da lì salgono e ti senti un peso, ma stiamo veramente guardando delle foto di persone che non ci sono più?
Sono messaggi subliminali nostalgici.
E' vero.
Ti ricacciano indietro nel tempo, in un periodo che continua ad esistere, ma non si vede, non si vede.
E intanto le lacrime salgono e non sai perchè...sarà la musica?
Sarà il villaggio di pescatori con l'allegria contagiosa di un pub.
Sarà che piove sempre...
Sarà un coniglio che si crede un gatto.
Sarà la compassione verso un anziano imbranato.
Sarà una bandierina scozzese dipinta su un muro.
Saranno gli alberghetti illuminati in strade deserte.
O quelle paroline semplici in un linguaggio quasi infantile o alieno.
Sfuggono.

Ma tutte le immagini sono quadri che prendono vita, istanti diversi da altri.
Ogni stanza.
Ogni inquadratura.
Tutti gli oggetti sparsi e dimenticati, come un clown triste o un traghetto carico di pecore.
Non ci fai caso, te lo dico io.
Però restano.
Come un paio di stivali scricchiolanti o delle scarpette rosse.

Grazie per avermi fatto piangere dopo 9 minuti
Il muro di cinismo/menefreghismo è crollato un pochino.
Non l'ho dimenticato su una panchina
Nemmeno in spiaggia
Neanche in aeroporto
Al parchetto? Impossibile
Ascoltando le frasi d'addio?

No

Come nelle illusioni, appare e scompare.
Però c'è.
Non s'è perso.
Un annetto senza lacrime.
Era ora

Più in là, magari domani vorrei regalarti un cappotto bianco e anche delle scarpe bianche.
Ma per favore...
conserva quelle scarpette rosse.

Ti stanno bene

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