domenica 31 dicembre 2023

Epitaffio sgrammaticato di un'altra rivoluzione di un pianeta scalcinato attorno ad una nana gialla di tipo spettrale G2 V



Avendo scritto a matita cose da fare.
Che naturalmente verranno completate, essendo ottimisti, per meno di un quarto.
Sticazzi.
Alla fine è cercare soltanto di incanalare la ciclicità del tempo.
Renderla vagamente comprensibile, figurarsi sopportabile.
Dandoci date artificiali per rinascite che ovviamente dovrebbero solo esistere all'interno.
E non legate a calendari.
Insomma è quasi un obbligo sociale imposto, di un tentativo semiserio di migliorare per forza.
Che poi dopo una certa età si può solo peggiorare eh.
Figurarsi diventare un componente produttivo e utile di questa società.
Roba da matti.
Eppure ci sono contraddizioni clamorose.
Come la divisa e tatuaggi di gruppi Punk.
Una roba davvero assurda, ma l'essere mercenari, ormai, è un dato di fatto.
Quindi facendo salti tra le righe, per tornare al concetto precedente.
Quello di fare schifo un po' come tutti gli altri, pazienza se ci sono delle feste fasulle autocelebrative di migliorie tassative.
Calcola, mai piaciuto l'ultimo dell'anno poi.
Avendo l'ansia di fare qualcosa per forza, altrimenti l'8 Gennaio al rientro sai che sfigato.
Beh essendolo comunque anche facendo cosa eh.
Non che fosse così male stare nel buio di una stanza fredda in un quartiere di periferia vicino al mare a rovinarsi gli occhi su un monitor CRT.
Invece ci sono i festeggiamenti mandatori.
I brindisi forzati.
Gli auguri a denti stretti.
Vabbè.
Ora esagerando.

Unico augurio sensato è il solito.
Quello estremamente ridondante, ormai diventata frase di un personaggio di un libro.
Allora.
Teniamoci forte chi abbiamo vicino, perché è un attimo.
Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.



Nessun commento:

Posta un commento