sabato 6 ottobre 2012
Sette anni passati riciclando bottiglie nel vetro e latta e troppi sorrisi anche belli.
Duemilanovecentoventi giorni
Sessantunmilatrecentoventi ore.
Tremilioniseicentosettantanovemiladuecento minuti.
Duecentoventimilionisettecentocinquantaduemila secondi.
Se i calcoli sono giusti.
Alti livelli di scarsità matematica ovviamente.
Preferirei avere un orango seduto in banco con me che mi fa i calcoli.
Così a caso mentre ci si spidocchia sai com'è.
Tra scimmie ci s'intende, spero solo di non battere mai i primati.
Non sono un sadico.
E non sono competitivo, almeno nelle cose di cui proprio sticazzi eh.
Niente pensavo ai sette anni.
Di come si riparta dall'anno zero, per altri sette anni sicuramente.
Finendo il countdown, malamente però.
Ignorando chi vuole essere ignorato.
Mandando e-mail per compleanni e cancellando numeri di telefono.
Si era ripartiti da capo, il calcolo ora comincia di nuovo a camminare.
Non ritirare le ventimila lire dal traguardo e vai dritto in prigione, questo è sicuro.
Danilo torna in cella.
Ok mi asciugo il capo, capo.
Ora in giorni, ore, minuti e secondi non te lo so dire esattamente a quanto ammontiamo adesso.
Magari aspetto altri sette anni e poi ti dico, facendo i calcoli giusti però.
Due mesi mi sa che è ripartito l'anno zero.
Forse qualcosa di meno o di più.
Non ricordo.
Però ci sono stazioni, aeroporti, spiagge, vicoli stretti.
Cose così.
Il timer è ripartito.
Ubbidendo e basta.
Guardando a nord, ma senza alcun problema.
Va tutto bene.
E' così amico.
Sempre vero, non scritto con l'argento sopra un treno.
Ma con l'inchiostro sulla pelle.
Facile no?
Quello non mente, tempo di rispondere ad email.
Non mi ricordo di sicuro quanti orecchini hai.
Sto quasi dimenticando pure la tua voce.
Colpa della confusione mentale.
Memoria pessima.
Però mi ricordo tutti questi sette anni.
Vediamo se riuscirò a battere questo primato di 2920 giorni più o meno.
Intanto mi godo il viaggio.
Pace
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