lunedì 15 ottobre 2012
Analfabeta nel leggere pixel
Risate scritte e troncature di parole da far venire la peste bubbonica all'accademia della crusca.
Mettici anche un sogno premonitore di prima mattina.
E nelle conclusioni illogiche arrivate tramite calcoli sbagliati razionali.
Ti devi levare dalle palle.
Parola d'onore.
Non ci fai più niente in quella vita: allaccia le cinture e decolla.
Distanze e non sentirle, ma ci sono.
Monosillabi vincono ore di sorrisi e sguardi occhi scuri a due centimetri.
E'così.
Incassa amico.
Che presammale.
Sarà il cambio di stagione e che inizia sul serio a piovere.
Estate che non vuole finire, anche se non è andata come preventivato.
Poca gente che visita la città.
Scappare alla svelta da questo continente.
Sud America.
Nord America.
Oceania.
Asia.
Dove ti pare.
Tanto non devi mica conquistare 18 territori con due armate.
Devi solo piantare la bandiera da qualche parte.
Radici sparse.
Bisognoso di ritrovare sorrisi e occhi grandi grandi.
Scuri però.
Magari stretti.
Magari al buio.
Si stava bene, sotto le coperte come due nuvole che volano.
Quello era un cielo giallo o azzurro che mi andava bene guardare.
Magari stretti
Magari al buio
Ananumerico.
Analfabeta.
Ma il freddo tramite parole mozzate lo si sente bene.
Tramite pixel di webcam o di foto, vedendo espressioni cordiali, ma distanti.
Incassare amico.
Pugni al sacco e cappuccio in testa parte uno.
Facendo corazza.
Guardia alta.
Verso il nuovo sole.
Verso occhi scuri.
Verso la fine del mondo.
Pace ( poca )
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