venerdì 20 gennaio 2012

Non ce l'avevo un pennarello indelebile. Dovevo tracciare linee di Nacza.





Serissima.
Decisamente ottima.
Io intanto ti scrivo, anche cagate eh, ed è il meglio come minimo che posso fare.
Di più non lo trovo, è perso un po' qua e là in tutti questi anni.
Tanto ci vediamo in sogno, ormai quasi mai, ma tanto continuo a scriverti.
Vivi in queste parole.
In tasti consumati di vari Pc, perchè a mano sono analfabeta ormai.
E' anche colpa mia eh.
Non so cantare.
Non so suonare.
Non so disegnare.
So fare giusto queste due robe, ogni tanto mi vengono così.
Voglia di comunicare fisso.
Ma zero parole coerenti.
Non ho la minima idea di dove io sia finito in questi anni, neanche mi ricordo che cosa sono ora: è così e basta.
Sei più seria di ogni canzone.
Non sai quanti tasti sto rovinando.
Quante scritte sopra i muri.
Quante scritte sul banco.
Qua e là a mazzi, sempre.
Ribadisco: decisamente ottima.
Ci sei fisso, ma non in questo universo come minimo, mi son perso in qualche varco dello spazio tempo.
Straniero in universo sbagliato.
Ho cannato il varco temporale e non ho capito dove diavolo sono.
Dove son finiti tutti questi anni?
Non li trovo per niente.
Eppure sono qua.
A scriverti e non mi ricordo mai.
Mettendo sempre foto a caso, ma non capisco.
Non mi concentro.
Pesce rosso.
Mi dimentico fisso.
Ogni 30 secondi è altro pianeta per me.
Eppure torni, ricorrente.
Minimo non esisti = vaneggio mentale sbagliato.
Eppure sei così.
Ho inseguito una costruzione della mia testa?
Sei nel mio cervello?
Nzà non ho bisogno di niente.
Minimo sei qua.
Ma tanto, Ci sei e non ci sei.
E allora ti scrivo.
Ma non mi rispondi.
Sono spettatore non pagante, non fa nemmeno ridere sta commedia.
E' così, una simulazione di altri.
Io me ne vado su Tralfamadore, tanto alla fine mi toccherà fare così.
Un granellino di polvere cosmica sparso qua e là.
Nessun numero.
Ghiaccio di Saturno e basta.
Affanculo i chilometri, tanto il pianoforte continuo ad ascoltarlo.
E gli scratch.
Ignorante in materia.
Traggo piacere a scrocco fisso.
Ripeto: sei seria più di ogni bellissima canzone, sognamo tutto quello che vuoi tu.
Quanto ci penso.
Fresca come l'aria al mattino aspettando il treno.
Meglio di ogni altra canzone.
Meglio di certa roba di Gruff che minca, non ce la faccio a descriverti.
Non ne sono capace.
E vorrei ascoltarla con te e basta.
A chiedermi " ma chi è? "
No se puede tanto.
Pesce rosso parte due.
Continuo a nuotare nella mia boccia di vetro, è meglio che non capisco.
Autista voglio scendere.

Tanto continuo a cantarti anche se non so cantare.
Tanto continuo a suonarti anche se non so suonare.
Tanto continuo a scriverti anche se non so scrivere.

E non lo leggerai mai.
Una scritta a cazzo su un banco sporco.
Dimenticatelo in un ripostiglio.
Tanto è pieno di polvere.
Come quando che ne so, hai fatto l'esame di maturità.
E c'avevi il cuore a mille.
Ora quel banco è lì.
Chiuso dentro, dimenticato.
Ce lo siamo scordati un po' tutti.
Ma io c'ero anche se non mi vedevi.
E ti pensavo.
Ti stavo scrivendo.
E anche adesso ti sto scrivendo.
Fisso lontano però
Ma era/ è così.

E mo mi son perso.
Ora come ora.

O meglio m'hanno chiuso in quel ripostiglio.
Vicino al banco come minimo o ci son seduto sopra.
Si sto scomodo, ma siamo seduti tutti e due.

Ma ancora non riesco ad uscire.
Anzi c'ho le indicazioni fatte a caso.
Su un foglio che hai scritto tu con un pennarello verde.
C'ho scritto sopra le coordinate.
Ma mi perdo sempre.
Mi son perso.
Zero tecnologia.
Son rimasto indietro.

Almeno Ti scrivo

Solo questo
Guardami come mi guardi quando ti guardo
Stiamo per andare via

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