Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Era qualcosa sul fatto che le estati, per molti, hanno la data di scadenza.
In effetti, guidando in piena notte, in mezzo ai fantasmi.
Non solo di persone, più che altro di trasformazioni urbane.
Frutto di una gentrificazione assolutamente sfrontata.
In effetti, nonostante i giri intorno al sole, si cerca, più o meno di rimanere gli stessi esseri umani malandati.
Clamorosamente claudicanti.
Roba da matti.
Per questo si ascoltano album clamorosi del 1997.
Con tentativi semiseri di fare Km per vedere dal vivo esibizioni a cui si hanno, decisamente, troppe aspettative.
D'altronde, si cerca, da almeno quattro decenni di avere aspettative zero.
Dato che bisogna sempre e solo aspettarsi randellate sui denti.
Perché deve andare così.
Ma allora qual'era il filo del discorso?
Eh sì.
Che le estati quando subentrano determinate rotture di coglioni quotidiane, fanno schifo.
Bisogna solo rubare spazi di libertà, sotto forma di concerti e fughe all'estero di 50 e passa ore.
Per lasciarsi alle spalle apnee notturne.
Conati di vomito al mattino.
E sensazioni di disastri perenni.
Ma in fondo va bene lo stesso.
Sono sassolini no?
Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

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