martedì 30 giugno 2026

Preparando zaini malandati, che hanno tipo soltanto sei anni e sono clamorosamente più in forma dell'essere umano disastroso che lo indossa sulle spalle. Che roba.

 


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Era qualcosa sul fatto che le estati, per molti, hanno la data di scadenza.
In effetti, guidando in piena notte, in mezzo ai fantasmi.
Non solo di persone, più che altro di trasformazioni urbane.
Frutto di una gentrificazione assolutamente sfrontata.
In effetti, nonostante i giri intorno al sole, si cerca, più o meno di rimanere gli stessi esseri umani malandati.
Clamorosamente claudicanti.
Roba da matti.
Per questo si ascoltano album clamorosi del 1997.
Con tentativi semiseri di fare Km per vedere dal vivo esibizioni a cui si hanno, decisamente, troppe aspettative.
D'altronde, si cerca, da almeno quattro decenni di avere aspettative zero.
Dato che bisogna sempre e solo aspettarsi randellate sui denti.
Perché deve andare così.
Ma allora qual'era il filo del discorso?
Eh sì.
Che le estati quando subentrano determinate rotture di coglioni quotidiane, fanno schifo.
Bisogna solo rubare spazi di libertà, sotto forma di concerti e fughe all'estero di 50 e passa  ore.
Per lasciarsi alle spalle apnee notturne.
Conati di vomito al mattino.
E sensazioni di disastri perenni.

Ma in fondo va bene lo stesso.
Sono sassolini no?

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

giovedì 25 giugno 2026

Avanzando, stancamente, verso inizi estivi che sembrano lontanamente un miraggio, dato che ci sono mazzi di cose da fare e poca voglia di tutto.


Com'era quella cosa che mi hai chiesto?
Al tramonto eh.
Perché, te lo giuro, c'erano dei colori pazzeschi che si riflettevano sulle saline.
E sai che è sparito tutto?
Nel senso la presammale di parecchi mesi.
E avendo forse, capito un po' di robe, in quel giardinetto di un'attività commerciale.
Ah già.
Tornando al senso del discorso.
È forse una versione del paradiso?
Io dico di sì.
Ed è forse un concetto.
Quello di avere i piedi nell'erba al tramonto.
Di un tardo pomeriggio che non deve finire.
Risate.
Volti di persone amate.

In fondo conta solo questo.
Il resto non è granché importante.
Più di ansie quotidiane, di ricordi al TAR e di collocazioni da trovare.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.


domenica 7 giugno 2026

Impossibilitato mentalmente all'abbattimento di strati di psicosi di durata pluridecennale.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Sicuramente una stupidaggine.
Sai che novità.
Forse è la stessa roba che ci ripetiamo da 10.000 anni.
In effetti ci manca un po' guardare le stelle.
Sai com'è il capitalismo, l'inquinamento atmosferico, cose così.
Di nuovo questa sbandata.
Lo sai che non riesco proprio.
Hai fatto bene a ripetermi costantemente i sintomi della sindrome dell'impostore.
Che non se ne va.
Tornando un bambino piccolo davanti ad un Pc.
Perdendosi in sentieri accidentati di giochi virtuali.
Per stare il più lontano possibile da tutto.

Una di quelle giornate.
Una di quelle domeniche.
Che sembrava lunghissima sai.

Invece è volata via così.


giovedì 4 giugno 2026

Ascoltare le parole sussurrate nel vento formare la parola arcaica tramandata da generazioni: " Scallonisi "


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah sì.
In effetti non è che ci siano molte indicazioni per l'uso.
D'altronde mica c'è un libretto d'istruzioni su come essere un organismo vivente decente.
Pensa che la garanzia è scaduta da decenni.
Quindi che fare?
Che domande.

Dormendo poco.
Mangiando a caso.
Assimilando n  mila rotture di balle.

Bella roba