mercoledì 22 luglio 2026

Requiem per cellule cerebrali ampiamente andate a fare in culo da decenni, con una sorta di assurda presunzione di ricucirle cambiando mansione.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Un qualcosa sul fatto che dopo una certa ora bruciano gli occhi che deddio proprio.
Ah sì.
Era il fatto di fissare uno schermo e di non avere nulla da fare.
Se non un loop continuo.
Per non pensare.
Ma troppo stanco per cercare di ignorare qualsiasi impulso elettrico.
Quindi diventa un circolo vizioso.
Di aprire / chiudere Chrome.
Avviare Steam a chiuderlo.
Installare qualcosa.
Disinstallarla subito.
Cercare conforto in serie già ampiamente viste.
Ma quelle sensazioni non ci sono.
Figurati la soglia di attenzione.

La verità è che siamo bruciati male.

E non è il caldo.

Che roba.

domenica 19 luglio 2026

Ed è un inno, sconclusionato, di giri pazzeschi intorno al sole. Alla fine però la si finisce sempre a guardare le braci, seduti davanti a un fuoco nella zona più palustre della città.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ovviamente in maniera pessimista.
Dato che dalla vita non ci si aspetta nulla, figuriamoci goal secondo supplementare.
Figurati 41 giri attorno al sole.
Avendo zero voglia di fare le cose in grande, dato che si è letteralmente a pezzi.
No, dai, non divagare.
Cos'era?
Ah sì.
Un qualcosa sul fatto di volersi bene.
Di tentativi semiseri di tenersi stretti.
Perchè, com'era quella frase?
Non ricordandola.
Dai non è vero.

Va bene, va bene.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

Vogliamoci bene.
C'è poco tempo e tutto è così fragile.

Pace.

venerdì 17 luglio 2026

Cercando malamente sensi compiuti per battere su tasti di tastiere scassate.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
D'altronde è da molto che non si fanno doppiette.
Figuriamoci giocare a pallone.
Dato che sono stati un paio di mesi tutt'altro che decenti.
Ma va bene lo stesso.
Essendo un concetto di tasche bucate e di futuri nebulosi.
Di perenni indecisioni croniche.
Di polvere.
Di cantieri.
Di non avere idea di che cosa combinare.

Ma va bene lo stesso.

C'è sempre domani?

Pace

Robe assurde ascoltando crossover cristiano proveniente da una nazione folle, in un pianeta sempre più caldo, sull'orlo inevitabile dell'estinzione.



Com'era quella cosa che ti ho detto, letteralmente, dall'altra parte del mondo?
Era un qualcosa, probabilmente, sul non prendersi troppo sul serio.
E con la solita ossessione di usare le parentetiche, probabilmente male.
Tutto per non usare il punto e virgola.
Vabbè, dicevamo?
Era un qualcosa vago sul cercare di sopravvivere e basta.
Ma non era molto chiaro.
Dimenticando il senso del discorso.
Avendo la confusione mentale.
Dormendo niente.
Con temperature abnormi che fanno funzionare ancora peggio, cervelli già malfunzionanti.
In fondo ci sono solo mazzi di cose che non funzionano per niente.
Ed è un discorso generale che scivola nel particolare.
Di individui singoli.
Palesemente malfunzionanti.
Alla soglia di un altro giro intorno al sole.
In effetti ora mi torna in mente quello che ti avevo detto.
Seduti su un muretto, illuminati da luci al neon.
Ed era, tipo, il solito concetto.
Quello ripetuto come un mantra.
Perché è vero che dopo i 30 si può solo peggiorare.
Figurati dopo i 40.

Però sai che c'è?

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo.

mercoledì 8 luglio 2026

Alla fine dovendo analizzare tutto, come sempre, a bocce ferme. Ed è vero che siamo matti, ma passare 60 ore e passa in un bender. Ci siamo fatti onore.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Era una roba su tipo inverni veramente freddi in case sgangherate.
Che poi sai come si sono trasformate.
Figurati che ora hanno anche quasi autonomia energetica.
Alla fine andavano bene lo stesso.
Allora cos'è che ti avevo detto?
Ah già.
Ma io e te abbiamo mai litigato?
Boh.
Al massimo per cazzate.
In fondo è normale, dato che ci conosciamo tipo, più o meno, da una quarantina di giri intorno al sole.
E ci sono solo frammenti di estati passate in un forno dormendo sotto un tetto su un soppalco di legno.
Si faceva fatica pure a respirare.
Di quando salendoti la febbre alta e allora stando sveglio al buio, preoccupato.
Figurati a Dicembre 2018.
Cos'avevo detto?
Non c'è A senza D.
Ed è così.
Ma tornando ad altre robe.
Di autunni a guardare eterne partite al Pc, dandosi sempre il cambio, dato che proprio non avevamo nulla.
Ma niente eh.
Eppure andava benissimo lo stesso.
Dato che avevamo soltanto spiccioli in tasca, cambiare da un Pentium 133 overclockato ad un 600 era una cosa incredibile, figurati pensare soltanto di sognare di andare in trasferta a vedere concerti.
Eh sì.
Le robe costavano e non faceva proprio.
Per cui era pure difficile sognarle certe cose.
Figurati viverle.
Vivendo di racconti di altri.
Però alla fine ce l'abbiamo fatta a vedere i Pennywise fuori Sardegna.
E ci siamo anche difesi bene.
Ma non per rivalsa eh.
Semplicemente non potendo capire.
Passando una vita di privazioni, imparando soltanto a gioire di piccole cose.
Come estati al fresco su panchine di ghisa.
Di orate arrosto nel giardino di casa.
Di partite a giochi di ruolo con la tribù di sempre nel giardino di dietro.
Alla fine poi i giri intorno al sole diventano svariati.
E il tempo sempre meno.
Anche un po' le distanze, perché le cose da fare sono sempre troppe e le giornate sempre di 24 ore.
E ci sono ansie clamorose di futuri nebulosi.
Di paranoie di perdere tutto.
Di frasi mezzo dette.
Ma poi arriva la calma e sai perché?

Tipo distrattamente dicendomi che comunque una soluzione si trova.
Che andrà tutto bene.
Ne abbiamo passate di peggiori.
Le cose si aggiustano.
Beh certo.

L'ha detto mio fratello.

Per questi Km percorsi e per i viaggi verso Alpha Centuri.

Vogliamoci bene.
Perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.
Vogliamoci bene.
C'è poco tempo e tutto è così fragile.

Brotherhood's our rule we cannot bend.

mercoledì 1 luglio 2026

Alla fine, serviva soltanto un videogioco del 2018 scritto da Dio, per far riflettere su decenni di cose che non è che vadano così bene.


Com'era quella cosa che ti ho detto?
Ah già.
Sarebbe bello passare una settimana circa, come quando si aveva dodici o tredici anni.
Però, per carità, avendo la mentalità da bambino.
Non certo quella di un adulto malandato.
Perché crescere è una merda.
Dato che ci sono solo prese a male, ansie e cose brutte.
Che proprio non finiscono.
E sono solo un loop che non ha fine.
Di cose che dovranno per forza peggiorare.
Di mancanza sostanziale di attimi di libertà.
Di impossibilità di essere protetto in nessun modo.

Ma in fondo è la vita no?
Quindi dovrebbe essere così e basta.
Cercando, disperatamente, calore di abbracci ricevuti in mattinate invernali.
Aprendo il diario per Venerdì pomeriggi di ponte fino al Martedì, senza compiti da fare.

Soltanto mondi da scoprire.
Amicizie da tenere forte.
Videogiochi da guardare.

Volersi bene e basta.