giovedì 23 aprile 2026

Dimenticando ovviamente il finale del Post, quindi si è un attimino dovuto improvvisare, ma mi sa tipo di roba già scritta. Eh vabbè


Com'era quella cosa che avevo scritto in un altro post?
Direttamente saccheggiata da un documentario e spacciata come propria.
Come sempre d'altronde.
Ma non è che sia molto importante.
In effetti conta un po' il contesto dove la si esprime.
Tipo quel rettangolo verde di materiale sintetico.
E c'è qualcosa di quasi soprannaturale.
In giornate stanche di esseri umani malfunzionanti.
Ed è proprio vero.
Caracollando dietro ad un pallone.
Tutti i vari casini spariscono.
Rientrando, probabilmente, in una distorsione spazio temporale.
Fatta di ginocchia sbucciate.
Scarpe rotte.
Pietre come pali.
Illuminazione stradale bianca a filamento.
Restando a vista.
Neanche a 70 metri da casa.

Ed è terapeutico.
Non fa male.
D'altronde non facendo mai alcun tentativo per assassinare il proprio bambino interiore.

E forse è meglio così.
Dato che cambiare è decisamente sopravvalutato.

Ferma registrazione.
Ferma video.
È ora di tornare a casa.

En la cancha la vida se va.

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