mercoledì 6 luglio 2022

Storie prodotte in maniera incredibile, lasciano un segno pure quando sono in saldo. Figuriamoci se si riesce a finire qualcosa.

 


Tipo immagina come dev'essere quando raccontiamo le cose in prima persona.
Di storie lontane di famiglia.
Narrativamente parlando tocca essere bravi per portare direttamente l'interlocutore di là.
Per far vedere un po' quello che abbiamo vissuto, filtrato dal fatto che fossimo proprio piccoli e non è che capissimo chissà che.
Perdendo diari.
Di storie di famiglia.
Sparse in giro a caso, dato che non ci parliamo più.
Non solo perché il mondo è cambiato e ormai la comunicazione avviene su livelli decisamente diversi.
Ma anche proprio ci ignoriamo.
Perché poi?
Mah incomprensioni.
Due lire.
Cose così.
Intanto perdiamo pezzi.
Anche sgangherati, che tipo non ci vedevamo dalla cresima di mio fratello e giocavamo al demo di Sim Copter.
Poi finite lì le cose da dire.
Forse perché non è che sia molto da raccontare.
In mattinate a 37° gradi con ceneri da spargere.
E' che ce ne siamo andati da un pezzo.
Alla fine rimarranno parole e foto in formato digitale.
Dato che ormai proprio non credendo più nei formati analogici.
E nemmeno nel riuscire ad organizzare una volta alla settimana.
In fondo vale così un po' per tutto.
Famiglie, Tribù, Amicizie.
Entropia.

Stanze vuote e chiamate senza risposta.

Lasciando segni vaghi, scritti male.

Vogliamoci bene, perché la notte finisce sempre e anche quando siamo soli, non siamo mai soli.

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