giovedì 2 maggio 2019
Sessantesimo titolo generico.
Chissenefrega degli orari di punta vari.
Perchè erano studiati eh, tipo andare a pesca.
Quando, comunque, ci sono tasti battuti che vanno indietro come se fossero anni.
Allora non importa se c'è soltanto polvere.
Ovunque.
Non ci si può neanche poggiare da nessuna parte, veramente.
Ma, in fondo, non ci si formalizza proprio mai.
Quindi non è che importi granchè, sporcarsi sentendo soltanto la devastazione del passare del tempo.
Non rappresentando niente novanta e passa anni di storia.
Alla fine sono solo mura, no?
Non volendo proprio niente.
Lasciando solo traccie, seppur strambe, nelle vite degli altri.
Di materiale? Proprio niente.
Te lo giuro.
Eppure valutando soltanto i minuti passati.
Le ore.
I giorni.
Non contano niente.
Volendo solo lasciare, magari, impronte di piedi nudi ovunque.
Per poi essere cancellate.
Non è che sia un incantesimo, tipo, del terzo o quarto livello.
Va bene eh.
Spogliandosi di tutto, perchè l'unico obbiettivo è lanciarsi in acqua lasciando a riva tutto quello schifo pesante portato appresso.
Quindi continuando sempre ad avere allergie sostanziali alle cose.
Potendo avere solo delle scarpe comode per strascicare i piedi camminando male.
Un po' come tutto il resto.
Vivendo decisamente come capita.
Le altre cose non importano proprio niente.
Com'era quella frase che, non si sa come, è rimasta scolpita nella memoria, tra l'altro assolutamente incasinata.
?
[...] Di lor canto i deserti, e l'armonia
Vince di mille secoli il silenzio. [...]
Ti giuro, ovviamente ricordandola in maniera diversa.
Oh, purtroppo sono passati troppi neuroni.
Facendo sempre a gara per andare più a fondo.
Ma non è certo così.
Al massimo nuotando di notte.
Ecco.
Mancanza formale di nuotate notturne.
La libertà, quella pura.
Aspettando con ansia scalate strampalate al buio.
E soprattutto nel lanciarsi in acqua.
Pace.
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