giovedì 13 agosto 2015
Way down below the ocean where I wanna be she may be
Silenzio in sala perfavore.
Spegnete i telefoni cellulari.
E le corde vocali soprattutto.
Niente.
Nemmeno sentire il canto del vento.
Proprio nulla.
Bolle.
Ogni tanto qua e là che salgono su e scappano via.
Essendo nuvole che volano sott'acqua.
E allora lì sul fondo si sta proprio bene.
Provando
a
chiudere
gli
occhi
,
respirare
,
lasciando
andare
via
tutto
il
resto
.
Assaporando minuti di libertà attraverso bombole d'ossigeno.
A tre o quattro metri di profondità.
Chissenefrega della pressione marina.
Quella era Zion.
O Atlantide.
Dipende sempre dai punti di vista, troppe volte strettamente personali.
Ma quella, altrochè, era la libertà estrema.
Sognando città in fondo al mare.
Da sempre.
Mi manchi di già mare.
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