venerdì 27 luglio 2012
Per una volta vedo stelle e obbedisco
Sognando di dormire fisso, con la paranoia di esserti rotto un piede.
Nessun visore notturno, solo torce cinesi.
Conto fino a due e mi addormento in piedi.
Da sveglio.
Un ritorno che dura quanto 11 canzoni dei Jethro Tull.
Ne conosco 2.
Meglio di niente.
Tutt'altro genere, ma pace.
Non sono il conducente, quindi obbedisco.
Intanto ci sono le stelle e la tecnologia mi spia.
Sputtanandomi mentre cerco di contattarti.
Non è carino.
Un po' come se frugassero tra i fogli appallottolati nel cestino di camera mia.
Però va bene lo stesso.
Tanto quello che dovevo dire l'ho detto anche se non recepito in pieno.
O no?
Vedendo stelle fisso.
E facendomi mettere punti in testa.
Fa male e da fastidio.
Le campane craniche.
Sbatto gli occhi e fa dolore.
Allora chiudili.
Dovrei dormire.
Ma oggi non riesco a contare.
Perchè vedo spiaggie.
Tipo 9 stelle cadenti.
Ho espresso sempre lo stesso desiderio.
Più probabilità o meno di rimanere fregati.
Avrei preferito rimanere a dormire in spiaggia.
Non ero preparato, ma sono un barbone intergalattico.
Certo non c'eri, ma se la tecnologia mi sgama, allora c'eri.
La prossima volta sacco a pelo
Magari stretti
Magari al buio
Facile no?
Pace
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