domenica 7 luglio 2019

Ottantaduesimo titolo generico.


E niente, alla fine è arrivato anche un altro resoconto.
Come al solito i Km saltano addosso e rendono tutto un po' più nebuloso.
Sarà che si è fatto un concerto come quando si aveva vent'anni, passando ventiquattr'ore completamente fuori di testa.
Eppure si è trascinato questa carcassa per tutta la città, prendendo e quasi perdendo tutti i mezzi di trasporto.
Com'era quella canzone?
Ah si: Miglia e Promesse.
Non ricordando neanche di averla cantata, probabilmente si, ma non ci può essere la certezza matematica.
Visto che si aveva il cervello come una frittata.
Eppure le miglia sono state fatte, in mezzo a stazioni così drammaticamente familiari, di anni intensi con i loro alti e bassi.
In fondo è normale, no?
Solo la vita.
E promesse, quelle mantenute e da mantenere.
Perchè alla fine i rapporti umani sono proprio strani.
Essere sempre lontani, ma vicino.
In fondo non ci vuole così tanto.
Basta volersi bene, quello sempre.
Cercare ogni giorno di essere sempre ottimo con le persone a cui si tiene, anche quando ci sono incomprensioni varie che possono durare quindici giorni o quattordici anni.
Così magari questo pianeta può sembrare anche un posto più piacevole dove vivere.

Quindi in marcia allora: ci sono case da finire, concerti da vedere, saluti da dare, senza dimenticarsi mai il Mantra di una storiellina Zen.

Vogliamoci bene.

Pace.

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