giovedì 21 marzo 2019

Quarantasettesimo titolo generico.


Non potendo tenere sotto controllo determinate cose.
Impossibilitato inoltre nell'avere qualsiasi tipo di potere sulla propria esistenza.
Se non venendo trascinato da parole, pagine e tasti battuti.
Su cose, dettagli, vite di persone che in universi paralleli sicuramente esistono.
Avendo la necessità di aprire la porta.
E allora spariscono tutte le miserie quotidiane, seppur difficili da digerire.
Fatte di bastonate sui denti quando tutti ti guardano.
Vergogna sempre avuta.
Paura? No.
Alla fine, vonneguttianamente parlando, sono solo degli istanti da rivivere.
Anche e soprattutto se sono vissuti nella propria testa.
In mattinate di sole naturalmente.
Come passare, distrattamente, decine di anni.
Non importa tanto se si è l'ultimo della fila.
O un esperto nuotatore in torrenti di sconfitte.

Cercando, disperatamente, di essere un individuo decente.
Con il prossimo, ovviamente.

Vogliamoci bene.

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