venerdì 31 agosto 2018

Passando attraverso linee di confine varie, tracciate malamente su cartine geografiche ingiallite che dovevano essere, stupidamente, tavole di bronzo dove assimilare Leggi.



Un essere umano non più giovanissimo che è un totale disastro.
Dimenticando sistematicamente un sacco di robe.
Portandole e perdendole contemporaneamente.
Roba di caricabatterie completamente dispersi.
Meglio non essere assolutamente raggiungibile.
Perchè essendo solo uno come tanti.
Naturalmente che si differenzia per dei pantaloni assurdi.
Uno stile del tutto anacronistico.
Un po' come avendo paurosamente sbagliato decennio per esplodere.
" Hey raga, è qua la festa? "
Assolutamente no cazzo.
E allora non ci si sta proprio con la testa.
Buttandosi in maniera folle in posti clamorosamente più incasinati della propria vita.
Verticale come una montagna, pure avendo la statura di un barattolo di fagioli da 63 centesimi.
Ma d'altronde è così.
Avendo solo delle robe in testa chiamati principi e la propria parola.
Nient'altro.
Perchè è tutto, veramente, una stanza incasinata più di quando si facevano sempre le cinque del mattino e si buttava tutto in giro.
Traendo quasi un piacere, amaro, nelle quotidiane sconfitte.
Che riguardino la propria linea retta di vita terribilmente impossibile da raccontare decentemente.
O essere solo e semplicemente un disastro.
Beh magari.
Non superando robe per stanchezze varie.
Spettatore e Hooligan sempre.
Portando avanti battaglie non proprie.
Testimone e custode, sempre, della storiografia.
Andando avanti.
Unilaterale perchè è, in fondo, un modo di vedere le cose.
Semplificandole all'estremo se ci sono dei valori fondanti.
Se è no, rimarrà sempre un No.
Collegando pattern di delusioni quotidiane.
Ognuno vede solo il proprio.
Probabilmente tenere unito un gruppo di disagiati era l'unica missione.
Inesorabilmente fallita.
Non c'è nessun Save Game per tornare indietro.

Cavolo, se ci vorrebbe.

Non fa proprio

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